
Stop ai farmaci israeliani di TEVA a Cinisello, la destra boccia la proposta
A Cinisello Balsamo il Consiglio comunale respinge la mozione per interrompere i rapporti commerciali con Teva, multinazionale farmaceutica israeliana. La proposta, discussa nella seduta del 12 maggio, è stata bocciata dalla maggioranza con 14 voti contrari e 7 favorevoli.
La vicenda nasce da una lettera protocollata il 23 marzo scorso e indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e ai capigruppo consiliari da parte di un gruppo di associazioni con in testa Anpi, Acli, Arci e molte altre.
Nel documento si chiedeva all’amministrazione comunale di dare indicazione al Consiglio di amministrazione dell’Azienda Multiservizi Farmacie (AMF) affinché venissero interrotti i rapporti commerciali con Teva e le sue affiliate per quanto riguarda i farmaci generici sostituibili, oltre alla rimozione di materiali pubblicitari presenti nelle farmacie comunali.
Secondo i promotori dell’iniziativa, la richiesta rappresentava un gesto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese, alla luce della guerra in corso a Gaza e della situazione nei territori occupati della Cisgiordania.
Teva è una delle principali aziende mondiali produttrici di farmaci generici. La multinazionale israeliana opera anche in Italia attraverso proprie filiali. Nella lettera si sottolineava inoltre il ruolo economico dell’azienda nei territori palestinesi occupati.
La proposta è stata raccolta dal Partito Democratico e trasformata in una mozione presentata dai consiglieri Amariti e Tarantola. Nel testo discusso in aula si evidenziava il ruolo delle istituzioni locali nel promuovere criteri di trasparenza e responsabilità nelle forniture pubbliche, considerando non solo gli aspetti economici ma anche l’impatto etico delle scelte amministrative.
Durante il dibattito consiliare, i gruppi di maggioranza hanno respinto l’impostazione della mozione, che è stata infine bocciata. I promotori dell’iniziativa criticano la decisione del Consiglio comunale, collegandola anche al precedente voto contrario su un ordine del giorno che chiedeva al Governo italiano il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Nonostante l’esito negativo in aula, associazioni e cittadini annunciano che proseguiranno la campagna di sensibilizzazione sul tema. Tra le iniziative previste vi è l’invito ai cittadini a non acquistare prodotti Teva e a richiedere nelle farmacie farmaci alternativi con lo stesso principio attivo e senza costi aggiuntivi.
