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Modena, “criminale di seconda generazione”. Scatenati i sindaci leghisti

A Modena un giovane nato in Italia da famiglia marocchina ha lanciato l’auto contro i pedoni, ferendo diverse persone e seminando paura e sgomento. Una vicenda drammatica, su cui sarà la magistratura a fare piena luce. Ma ancora prima che emergessero motivazioni, contesto e responsabilità definitive, dalla galassia leghista è partita la consueta gara alla strumentalizzazione politica.

Scatenato, come al solito, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano, che nel suo commento social ha scelto di mettere immediatamente al centro le origini dell’assalitore: “Salim El Koudri. Questo il nome del criminale ‘di seconda generazione’ che a Modena ha falciato, con la sua auto a folle velocità, diversi passanti”. Una sottolineatura identitaria che ricalca perfettamente la linea politica del leader della Lega Matteo Salvini, pronto da anni a leggere ogni fatto di cronaca attraverso la lente dell’immigrazione e della sicurezza.

Più articolato, ma non troppo distante nello schema, il commento del sindaco di Cinisello Balsamo Giacomo Ghilardi. Il primo cittadino ha voluto esaltare il gesto coraggioso di Luca Signorelli, l’uomo intervenuto per fermare l’auto e bloccare l’assalitore. “Un gesto di straordinario senso civico, generosità e coraggio”, ha scritto Ghilardi, chiedendo poi “una giustizia severa, rapida e una condanna esemplare” per il responsabile.

Parole che, nella loro diversità di tono, finiscono però dentro la stessa sceneggiatura politica: da una parte l’insistenza sull’origine straniera, dall’altra l’invocazione immediata di pene esemplari e sicurezza. È il riflesso automatico di una narrazione che la Lega ripropone puntualmente davanti ai fatti di cronaca più gravi, soprattutto quando coinvolgono persone con background migratorio.

Resta invece sullo sfondo un’altra questione, ben più complessa e difficile da affrontare a colpi di slogan: quella del disagio psichico e sociale, della marginalità urbana, delle fragilità personali. Temi che richiederebbero analisi e responsabilità politica, non soltanto dichiarazioni da social network.

Redazione "La Città"

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