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Il Politecnico sceglie UniAbita per studiare la cooperazione di abitanti

di Fabio Brioschi

La crisi abitativa che investe le grandi aree metropolitane italiane non è soltanto un’emergenza sociale: è anche una sfida culturale, che chiama la ricerca accademica a confrontarsi con i modelli esistenti, prima ancora di immaginarne di nuovi. UniAbita entra in questo dibattito dalla porta principale: il Dastu, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano — attraverso il centro di ricerca Craft, Centro di Competenze Territori Antifragili — ha scelto la cooperativa di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni come partner di un workshop didattico rivolto agli studenti magistrali di architettura e urbanistica.

L’iniziativa prende forma attraverso una convenzione quadro tra il Dastu, UniAbita e la Fondazione Auprema, che istituisce un rapporto di collaborazione continuativa su temi di ricerca, formazione e co-progettazione. Al centro c’è una domanda semplice e insieme ambiziosa: cosa può insegnare oggi il modello cooperativo a proprietà indivisa a chi studia le città e le politiche abitative?

Il workshop, in programma tra settembre e ottobre 2026 con un impegno di quattro crediti formativi, porterà una ventina di studentesse e studenti a Cinisello Balsamo per immergersi nella realtà quotidiana della cooperativa. Attraverso sopralluoghi, interviste ai soci abitanti e confronti diretti con gli organi gestionali, i partecipanti analizzeranno il profilo sociodemografico e patrimoniale di UniAbita, ricostruiranno il funzionamento della proprietà indivisa e lavoreranno alla progettazione di scenari abitativi innovativi. I risultati saranno presentati pubblicamente nell’ambito del Festival Generazioni, aprendo un dibattito aperto alla città sul futuro della cooperazione come strumento di welfare locale.

Per UniAbita si tratta di un riconoscimento che va oltre la soddisfazione istituzionale. Il Politecnico non ha scelto un caso di studio qualunque: ha identificato nella nostra cooperativa un modello capace di rispondere alle domande più urgenti che le città metropolitane si trovano ad affrontare. Con oltre 3.000 alloggi gestiti a proprietà indivisa e una rete di spazi sociali animata dalla Fondazione Auprema, UniAbita rappresenta oggi una delle esperienze più radicate e longeve di abitare cooperativo nell’area milanese — e il mondo accademico lo riconosce.

La collaborazione con Craft – Dastu apre anche prospettive di più lungo periodo: la convenzione prevede attività continuative di ricerca, tesi di laurea, seminari e momenti di aggiornamento professionale sui temi dell’abitare metropolitano. Un canale privilegiato, insomma, tra la cooperativa e uno dei più importanti centri di ricerca urbana italiani.

In un momento in cui la crisi abitativa torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico, fare rete con il mondo della ricerca significa anche contribuire a costruire le risposte di domani. E per UniAbita, essere al centro di questo processo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

Redazione "La Città"

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