
Sfratto a Ventimila Leghe, insorge l’opposizione. “Trovare subito nuova sede”
I partiti di opposizione e l’arcipelago di associazioni e movimenti di Sesto San Giovanni si schierano compatte contro lo sfratto dell’associazione Ventimila Leghe. In un comunicato congiunto chiedono all’amministrazione comunale di individuare al più presto una nuova sede adeguata, denunciando il rischio di perdere un presidio culturale e civile attivo da oltre vent’anni.
Fondata nel 2001, Ventimila Leghe è diventata negli anni un punto di riferimento per la promozione della memoria storica, della pace e dell’interculturalità. Tra le sue attività più riconosciute ci sono i Viaggi della Memoria, percorsi educativi che coinvolgono studenti e cittadini nei luoghi simbolo della deportazione e dello sterminio nazifascista.
Secondo i firmatari del documento, lo sfratto non rappresenta solo un problema logistico ma assume un valore simbolico profondo. “Sfrattare Ventimila Leghe è come sfrattare una parte importante della storia di Sesto San Giovanni”, si legge nel testo, che richiama il ruolo della città, medaglia d’oro al valore militare, nella lotta di Liberazione.
La decisione arriva in un momento particolarmente delicato. Pochi giorni fa, in occasione del 25 Aprile, il sindaco aveva ribadito con forza l’importanza della memoria storica. Un richiamo che, secondo opposizioni e associazioni, stride con quanto sta accadendo. Lo sfratto coincide infatti con l’81esimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen, dove furono deportati molti sestesi.
E proprio in questi giorni è in partenza un nuovo Viaggio della Memoria organizzato dall’associazione. “Non possiamo accettare che chi accompagna studenti e cittadini in questi luoghi simbolo debba farlo senza avere più uno spazio in cui tornare e ritrovarsi”, sottolineano i firmatari.
Da qui la richiesta rivolta al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale: trovare una soluzione rapida, garantendo a Ventimila Leghe una sede “adeguata e decorosa” per continuare le proprie attività. L’obiettivo, si legge, è permettere all’associazione e ai suoi volontari di proseguire “con serenità” il lavoro svolto finora, contribuendo a rendere Sesto San Giovanni “una comunità più viva e inclusiva”.
