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L’impegno di UniAbita per il Parco Fluviale valle del Seveso

di Daniela Gasparini

Non è scontato che una cooperativa di abitanti scelga di investire nella scuola, nell’ambiente e nella formazione delle nuove generazioni. Eppure è proprio questa la strada intrapresa ancora una volta da UniAbita, che ha deciso di sostenere il progetto educativo, promosso dal Laboratorio Parco valle del Seveso  “Logo e Mascotte”.

Il progetto ha coinvolto circa 900 studenti, 45 classi e 8 scuole e ha come obiettivo di far diventare i giovani protagonisti delle sfide che riguardano il loro futuro. La salvaguardia dell’ambiente è sicuramente una delle più essenziali. 

Un impegno che va ben oltre il tradizionale ruolo legato alla casa. Perché oggi parlare di abitare significa affrontare una sfida molto più ampia: costruire benessere. E il benessere non è solo avere un tetto sopra la testa, ma vivere in un ambiente sano, in un territorio curato, in comunità capaci di prendersi responsabilità collettive.

In questo senso, il contributo di UniAbita assume un valore che è insieme concreto e simbolico. Concreto, perché ha reso possibile un percorso educativo di qualità, sostenendo anche economicamente le scuole. Simbolico, perché afferma un’idea forte: il diritto all’abitare è inseparabile dalla qualità dell’ambiente.

Il progetto del Parco Fluviale della Valle del Seveso si colloca proprio dentro questa visione. Non si tratta solo di valorizzare un fiume, ma di affrontare una delle sfide più complesse del nostro territorio: il risanamento di una delle aree più urbanizzate d’Italia – e forse d’Europa.

Qui il tema ambientale si intreccia con quello urbanistico e sociale. Significa ripensare la gestione delle acque, ricostruire corridoi ecologici, tutelare e ampliare il verde residuo. Ma significa anche interrogarsi su come vogliamo abitare nei prossimi anni.

È possibile costruire senza consumare nuovo suolo? È possibile immaginare case a impatto zero? È possibile legare ogni nuovo insediamento a un aumento reale di verde e qualità ambientale?

Sono domande decisive, che chiamano in causa istituzioni, cittadini, imprese e – appunto – cooperative.

UniAbita, scegliendo di sostenere un progetto educativo rivolto ai più giovani, ha dato una risposta chiara: il futuro si costruisce investendo nella consapevolezza, nella cultura e nella partecipazione.

I ragazzi che hanno progettato il logo e la mascotte del Parco non hanno semplicemente disegnato un simbolo. Hanno iniziato a immaginare un territorio diverso, più sostenibile, più vivibile, più giusto.

Ed è proprio da qui che può nascere un cambiamento reale: dalla capacità di unire chi costruisce case con chi costruisce comunità. Perché, in fondo, il vero investimento non è nel mattone. È nella qualità della vita.

Redazione "La Città"

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