
160 anni di premi e cultura. Giù l’ultima serranda nella Sesto che si spegne
La chiusura della Libreria Tarantola segna la fine di una storia lunga più di 160 anni. Per Sesto San Giovanni p una perdita che va oltre l’immaginazione. Per la sua collocazione strategia nella piazza del Rondò e per il forte radicamento della libreria nella vita culturale della città
Città che con questa ultima chiusura, sempre aver smarrito del tutto l’orientamento nelle sue politiche culturali oltre alla visione su cosa diventerà nel futuro.
Le ripercussioni di una perdita tanto importante, lamentata anche dallo stesso sindaco leghista, senza che la giunta abbia mai mosso un dito per favorire lo sviluppo e la tenuta delle librerie in città, saranno visibili già da subito. Sesto perde un punto di riferimento, antico e prestigioso.
Le origini della famiglia Tarantola risalgono alla prima metà dell’Ottocento, quando erano tra i più noti librai ambulanti del Pontremolese, a Montereggio.
Nel 1859 Francesco Tarantola ottenne una licenza ufficiale da Luisa Maria di Borbone, avviando di fatto l’attività. Nel Novecento la famiglia consolida la propria presenza in Lombardia. Nel 1920 apre la libreria a Monza, mentre il punto vendita di Sesto San Giovanni, in piazza IV Novembre, viene inaugurato nel 1941 da Umberto Tarantola, in piena guerra. Nel dopoguerra l’attività cresce e si radica ulteriormente, fino a diventare un punto di riferimento culturale del territorio. Nel 1953 i Tarantola contribuiscono anche alla nascita del Premio Bancarella.
Nel corso degli anni la libreria ha ospitato presentazioni, incontri e iniziative, diventando anche una delle sedi del Premio Campiello, rafforzando il suo ruolo di presidio culturale non solo cittadino ma nazionale.
Numerosi i riconoscimenti ricevuti. Nel 2018 la Fondazione Mauri di Venezia l’ha premiata come migliore libreria d’Italia. Nel 2019 il Comune di Sesto San Giovanni le ha conferito il Sesto d’Oro. Nel 2023 Giorgio Tarantola ha ricevuto la Gerla d’Oro per la sua attività di libraio.
