
25 Aprile, a Cinisello torna il corteo. Sfilano ANPI, centrosinistra e associazioni
Cinisello Balsamo torna a celebrare il 25 Aprile con il corteo cittadino, riportando al centro della Festa della Liberazione una dimensione partecipata e condivisa. Dopo le polemiche dello scorso anno, quando la manifestazione era stata limitata al solo momento istituzionale per decisione del sindaco leghista Giacomo Ghilardi, la ricorrenza riacquista così uno dei suoi elementi più significativi.
Il corteo, organizzato dai partiti e le liste civiche del centrosinistra e da alcune associazioni cittadine, attraverserà la città fino a piazza Gramsci, dove sono previsti gli interventi delle associazioni partigiane. Un ritorno considerato importante dalle forze del centrosinistra cittadino, che sottolineano il ruolo svolto da ANPI e ANPC nel favorire un percorso di dialogo capace di riportare la manifestazione nella sua forma tradizionale.
Quest’anno la celebrazione assume un valore ulteriore. Ricorrono infatti gli ottant’anni dal diritto di voto alle donne, una conquista fondamentale della democrazia italiana. Per l’occasione è stato realizzato un manifesto unitario, affisso nei pressi del Palazzetto dello Sport, che richiama quel passaggio storico attraverso una citazione di Nilde Iotti, simbolo dell’impegno femminile nella costruzione della Repubblica.
Non mancano però alcune critiche all’amministrazione comunale. Secondo i promotori dell’iniziativa, sarebbe stato necessario un maggiore impegno nel promuovere momenti di approfondimento e sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole. Al di là dell’incontro “Le donne dalla Resistenza alla Costituente”, organizzato da ANPI e ANPC con l’adesione del Comune, non risultano infatti altre iniziative dedicate.
Viene inoltre segnalata l’assenza dei tradizionali manifesti istituzionali per il 25 aprile. A questo si aggiunge la scelta di non sospendere attività mercatali nelle aree interessate dalle celebrazioni. In piazza Gramsci, in contemporanea con la conclusione del corteo, sarà infatti presente una sagra che occuperà parte dello spazio. Una decisione che, secondo le opposizioni, incide non solo sul piano simbolico ma anche sull’organizzazione complessiva dell’evento.
