Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Sesto lascia l’Agenzia del Trasporto Pubblico. “Scelta sbagliata, rischio isolamento”

Il Comune di Sesto San Giovanni esce dall’Agenzia di bacino del trasporto pubblico locale milanese. Una decisione che segna una rottura politica e amministrativa con il sistema di governance del Tpl e che apre un fronte di scontro con le opposizioni, a partire dal Partito Democratico.

La scelta è stata rivendicata dalla giunta come un atto di razionalizzazione. Secondo l’amministrazione, l’Agenzia si sarebbe trasformata negli anni in una “duplicazione burocratica”, di fatto controllata dal Comune di Milano e dalla Città metropolitana, e quindi non più strategica per il territorio sestese .

Non si tratta però di un addio al servizio di trasporto. Il Comune resterà dentro il sistema gestito da ATM, con cui esiste un contratto in essere. L’uscita riguarda esclusivamente la partecipazione societaria nell’Agenzia .

L’assessore alla Mobilità Antonio Lamiranda ha motivato la decisione anche sul piano economico. Negli ultimi anni Sesto avrebbe versato oltre 10 milioni di euro senza un ritorno adeguato in termini di qualità del servizio .

Risorse che ora, nelle intenzioni dell’amministrazione, potranno essere riallocate su interventi diretti: miglioramento delle fermate, sostegni tariffari ai residenti o investimenti su infrastrutture come il prolungamento della metropolitana M1 verso Monza Bettola.

Una ricostruzione però contestata dalla stessa Agenzia, che ha replicato sostenendo come il contributo non fosse destinato all’ente ma al Comune di Milano e che, anzi, il livello di servizio garantito a Sesto sarebbe superiore alle risorse versate .

Durissima la reazione del PD cittadino, che parla di una decisione “politica e ideologica” destinata a indebolire il ruolo di Sesto nel sistema dei trasporti dell’area metropolitana.

Secondo i democratici, uscire dall’Agenzia significa rinunciare a un luogo di pianificazione e coordinamento sovracomunale proprio mentre le politiche della mobilità richiedono integrazione e visione di area vasta. Il timore è quello di un progressivo isolamento del Comune e di una minore capacità di incidere sulle scelte strategiche, a partire da frequenze, linee e investimenti.

Il PD contesta anche la narrazione economica della giunta, ricordando come i meccanismi di finanziamento del Tpl siano complessi e legati a equilibri regionali, e avverte che eventuali riduzioni di contributi potrebbero tradursi in una revisione dell’offerta sul territorio.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Giancarlo Sioli, una vita per l’arte nella mostra antologica “Percezione e conoscenza”

Articolo successivo

La nuova equipe per i disturbi alimentari ai Poliambulatori Il Sole

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *