
Sesto insicura e minimarket etnici nel mirino del sindaco. Chiusura alle 20
A Sesto San Giovanni la sicurezza torna a dettare l’agenda politica, ma la nuova ordinanza firmata dal sindaco Roberto Di Stefano rischia di aprire più problemi di quanti ne risolva.
Il provvedimento, entrato in vigore nei giorni scorsi, impone la chiusura anticipata – dalle 20 alle 7 – ai minimarket e alle attività h24 con distributori automatici in alcune zone considerate più critiche della città, in particolare nel quadrante Rondò-Torretta.
Una misura presentata dal sindaco come risposta all’escalation di episodi di microcriminalità – risse, spaccio, aggressioni – che hanno segnato le ultime settimane, ma che appare, ancora una volta, come un intervento emergenziale più che una strategia strutturale.
L’ordinanza colpisce esercizi di vicinato di piccole dimensioni, spesso gestiti da cittadini stranieri, lasciando invece esclusi bar, ristoranti e altre attività.
Il risultato è un provvedimento che interviene su una tipologia ben precisa di commercio – quello dei cosiddetti minimarket “etnici” – senza incidere sulle cause profonde del degrado urbano. Non a caso, si tratta di una misura temporanea, con durata limitata a 30 giorni, come previsto per le ordinanze contingibili e urgenti.
Più che una soluzione, dunque, una risposta simbolica, che rischia di scaricare su alcune attività economiche responsabilità più ampie. Non è la prima volta che l’amministrazione Di Stefano ricorre a questo tipo di strumenti. Negli anni si sono susseguiti divieti sul consumo di alcol, Daspo urbani, ordinanze su orari e controlli mirati.
Un approccio che privilegia interventi puntuali e visibili, ma che fatica a tradursi in un miglioramento stabile della percezione di sicurezza.
