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La nuova equipe per i disturbi alimentari ai Poliambulatori Il Sole

Serena Ardovino
psicologa e psicoterapeuta

Il Poliambulatorio Il Sole avvia un’attività specificamente dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, in stretta collaborazione tra area psicologica e nutrizionale. L’obiettivo è ricostituire un’équipe capace di accompagnare, con un approccio integrato, persone di diverse età in un percorso terapeutico strutturato, offrendo un punto di riferimento accessibile e qualificato sul territorio.

L’incidenza dei disturbi alimentari è più elevata nella popolazione adolescenziale e ci si attende una prevalenza di richieste da parte di giovani. Tuttavia, il servizio è rivolto anche agli adulti che non hanno mai affrontato il problema e che iniziano a riconoscere la presenza di pensieri e comportamenti disfunzionali legati al cibo.

Non si prevede necessaria mente l’emersione di quadri clinici gravi, quanto piuttosto di situazioni in cui si è consolidato nel tempo un rapporto non equilibrato con l’alimentazione. Il percorso prende avvio con un primo colloquio di accoglienza. In questa fase è la persona a orientare l’accesso, scegliendo se rivolgersi inizialmente allo psicologo o al nutrizionista. Spesso il lavoro terapeutico entra in una fase più approfondita quando emerge una componente emotiva significativa che condiziona il comportamento alimentare.

I segnali di un possibile disturbo sono molteplici e richiedono attenzione. Nei quadri restrittivi prevalgono pensieri ricorrenti di auto svalutazione e controllo, come la convinzione di non potersi permettere determinati alimenti, la difficoltà a mangiare in presenza di altri, l’irritabilità durante i pasti e una perce zione negativa del proprio corpo. Nei comportamenti di abbuffata, invece, il cibo diventa uno strumento di gestione delle emozioni: si mangia in modo eccessivo per far fronte a stati emotivi negativi, in un contesto di difficoltà nella regolazione emotiva e di insoddisfazione corporea.

Negli ultimi anni si registra una maggiore consapevolezza, soprattutto tra i più giovani e le loro famiglie. Disturbi che in passato rimanevano sommersi oggi vengono riconosciuti con maggiore tempestività, favorendo l’accesso ai servizi. Parallelamente, si osserva un aumento dei casi, in parte legato proprio a questa maggiore emersione. Resta tuttavia un dato rilevante: l’età di esordio tende ad abbassarsi, con segnali che possono comparire già tra i 12 e i 13 anni, rendendo ancora più importante un intervento precoce e integrato.

Redazione "La Città"

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