
Raccolta firme via XX settembre
Sicurezza a Sesto, raccolta firme tra i residenti esasperati. “Le portiamo al Prefetto”
Il primo appuntamento di raccolta firme promosso dal Comitato “Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste” ha superato le aspettative degli organizzatori. Nella giornata di sabato 18 aprile, in via XX settembre, nell’arco di un paio d’ore, il Comitato dichiara di aver raccolto ben 360 firme, che porteranno al Prefetto così da segnalargli il disagio e l’insicurezza costante vissuta dai cittadini sestesi che abitano in quella zona.
Il secondo momento di raccolta firme è previsto per sabato 9 maggio. “I residenti del nostro quartiere sono parecchio stanchi e sfiduciati da una situazione che in 3 anni è andata solo a peggiorare, per cui ben venga la voglia da parte di tutti di tornare a vivere in tranquillità“, affermano quelli del comitato in un post su Facebook.
Il Comitato denuncia da anni una situazione di grave disagio e di insicurezza urbana nell’area della Piazza Trento e Trieste, caratterizzata da numerosi episodi di violenza e di spaccio. Da tempo infatti i residenti manifestano in ogni modo contro il degrado del quartiere, a cui, stando a quanto afferma il Comitato, l’amministrazione comunale non ha mai prestato grande attenzione.
Il Comitato chiede una limitazione degli orari di apertura del Minimarket di Piazza Trento e Trieste e del Distributore automatico di bevande in via Risorgimento, così da ridurre gli assembramenti durante le ore serali e notturne, oltre che la presenza di un presidio fisso serale e notturno delle forze dell’ordine. A fronte delle segnalazioni da parte dei cittadini, la risposta del comune è sempre stata perentoria: non ci sono abbastanza fondi per finanziare una presenza fissa delle forze dell’ordine.
Nelle ultime settimane, però, il Comune pare aver prestato più attenzione alle denunce del Comitato, complice – probabilmente – l’enorme copertura mediatica della situazione di degrado della Piazza. “Ci sorprende (anzi no) leggere oggi il comunicato del Sindaco, pubblicato proprio alla vigilia della nostra iniziativa di raccolta firme. Un tempismo che appare tutt’altro che casuale e che sembra più una risposta preventiva alla mobilitazione dei cittadini che una reale strategia efficace” sottolinea il Comitato.
Nel comunicato pubblicato dal sindaco Roberto di Stefano, il primo cittadino dichiara di aver firmato una nuova ordinanza sindacale per disporre la chiusura anticipata dei minimarket e dei locali h24 con distributori automatici, dalle 20 alle 7, nelle aree del territorio più esposte a criticità.
“L’impressione è che si stia adottando una strategia di contrasto ‘stop-and-go’. Quando i giornali e la TV ne parlano, il sindaco risponde con misure concrete. Poi, una volta calata l’attenzione, calano anche i provvedimenti e siamo sempre da punto a capo”, afferma una residente, presente durante la raccolta firme. “Poi, quando è stata inaugurata la nuova Piazza, noi residenti abbiamo raccolto in una busta tutta una serie di richieste e di suggerimenti per il Sindaco. Quando uno di noi si è avvicinato per dargli la busta, Di Stefano si è voltato scocciato dall’altra parte “, continua, facendo riferimento al momento dell’inaugurazione della nuova Piazza Trento e Trieste, avvenuta a inizio marzo scorso.
Anche in quell’occasione il Comitato si è attivato prontamente per segnalare la situazione di degrado del quartiere, appendendo alle finestre che affacciano sulla piazza dei drappi bianchi, per denunciare la resa delle istituzioni di fronte alle situazioni di degrado vissute quotidianamente dai residenti.
Il Comitato ha anche sottolineato l’incongruenza della posizione di Di Stefano e dell’assessore all’urbanistica Antonio Lamiranda in merito all’incontro che settimana scorsa il Sindaco ha avuto con il Prefetto. Come riportato dagli screenshots dei post pubblicati sulla pagina Facebook del Comitato, Di Stefano afferma che “dal confronto con il prefetto sono arrivati impegni concreti”, mentre Lamiranda dichiara che “il Prefetto di Milano ha bocciato le richieste del Sindaco”. Il Comitato si dichiara “sconcertato” dalle due posizioni espresse, tanto da domandarsi se entrambi siano andati allo stesso incontro.
“Noi non ci arrendiamo. Dobbiamo continuare ad essere ottimisti e a far sentire la nostra voce. Sembra proprio che non ci sia un vero interesse da parte dell’amministrazione nell’affrontare la questione e risolverla nel medio-lungo termine. Per questo oggi siamo qui e continuiamo a denunciare quello che viviamo ogni giorno. Solo così, a quanto pare, l’attenzione rimane alta”, conclude la residente.
