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Il sindaco al raduno anti-immigrati. “Rimpatrio di chi è irregolare”

Il sindaco leghista di Cinisello Balsamo Giacomo Ghilardi rivendica la sua partecipazione al raduno sulla “remigrazione” che si è svolto sabato scorso in Piazza del Duomo. Una presenza che arriva a pochi giorni dalle polemiche cittadine legate alla visita di Ilaria Salis, contestata dal primo cittadino. Sempre più protagonista della contesa politica e sempre più lanciato verso una possibile candidatura parlamentare alle elezioni del prossimo anno.

“Una scelta consapevole”, la definisce Ghilardi, spiegando di aver preso parte alla manifestazione per non sottrarsi a un confronto su temi che considera centrali nel dibattito pubblico, a partire dall’immigrazione e dal futuro dell’Europa. Lo slogan della piazza, “Senza paura, padroni a casa nostra”, sintetizza il taglio politico dell’iniziativa.

Secondo il sindaco, si è trattato di un momento di discussione su questioni come la sicurezza, la gestione dei flussi migratori, la difesa dei confini e il ruolo dell’Unione europea. Temi che, sottolinea, non riguardano solo l’Italia ma l’insieme delle grandi realtà europee.

Tra i punti al centro dell’incontro anche quello dei rimpatri degli stranieri irregolari. Un tema spesso oggetto di scontro politico, ma che Ghilardi descrive come una questione concreta: distinguere tra chi ha diritto di restare e chi no, nel rispetto delle regole.

Un tema che però resta sospeso, perché la Lega, fanno notare in molti, è parte del governo in carica. Un raduno per chiedere i rimpatri degli irregolari è sembrato un atto di protesta contro lo stesso esecutivo. Ovvero un cortocircuito in piena regola.

Nel dibattito, aggiunge il sindaco, si è parlato anche di lavoro ed economia, mettendo in relazione le politiche europee con le condizioni di vita quotidiana. “Perché sicurezza e sviluppo non sono temi separati”, osserva.

La partecipazione al raduno viene rivendicata dal sindaco come una scelta politica precisa. “Questi temi vanno affrontati con serietà, senza ambiguità e senza ideologie, ma con concretezza”, conclude.

Redazione "La Città"

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