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Emergenza casa, “L’Europa punti al modello cooperativo”

Si è tenuto pochi giorni fa al Parlamento Europeo l’evento “Competitività, democrazia e piano europeo per l’edilizia accessibile: le cooperative in azione”, promosso da Legacoop Abitanti e ospitato dall’eurodeputata del Partito Democratico e presidente della commissione Casa all’Eurocamera Irene Tinagli. Hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, esperti e il movimento cooperativo abitativo italiano ed europeo, tra cui la cooperativa di Cinisello Balsamo UniAbita: si sono confrontati sul tema dell’emergenza abitativa, che riguarda tutto il continente, e su come il modello cooperativo possa incidere nelle politiche volte a rispondere alla crisi.

La fotografia della situazione attuale l’ha prodotta a fine 2025 l’European Affordable Housing Plan – il Piano europeo per l’edilizia abitativa accessibile – presentato dalla Commissione europea: si legge un incremento medio del 53% dei prezzi delle abitazioni nell’Ue nell’ultimo decennio e viene proposto come obbiettivo la costruzione di oltre due milioni di nuove case ogni anno, vale a dire 650mila in più rispetto a oggi.

«È una vera e propria crisi che riguarda tutti i territori e a cui l’Unione europea deve essere in grado di dare delle risposte concrete – ha detto all’Ansa Tinagli -. Il prossimo bilancio dell’Unione europea può essere l’occasione per sbloccare alcuni strumenti e fornire alle amministrazioni locali una programmazione forte in grado di dare risposte ai cittadini dell’Ue».

L’incontro, infatti, si è svolto in vista dell’inizio dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028–2034. In Europa le cooperative sono attori importanti nell’offerta di edilizia sociale e la proposta che hanno portato a Bruxelles è articolata in più punti: prima di tutto che venga costituito un fondo dedicato all’Affordable Housing Plan che destini un terzo della dotazione complessiva prevista per gli obiettivi sociali all’edilizia accessibile; in secondo luogo che esistano condizionalità rigorose per garantire alloggi realmente accessibili e modelli a profitto limitato; infine che sia facilitato l’accesso agli strumenti finanziari europei (come BEI) per rafforzare gli investimenti responsabili.

«L’obiettivo è la tutela degli investimenti europei e la massimizzazione delle risorse attraverso modelli di utilizzo delle risorse grant (fondo perduto) come leva di investimenti di soggetti privati limited profit – ha spiegato la presidente di Legacoop Abitanti Rossana Zaccaria -. Chiediamo condizionalità più forti per garantire che gli investimenti pubblici nel settore abitativo producano effettivamente accessibilità economica, e un chiaro riconoscimento del ruolo di soggetti come le cooperative, strutturalmente progettati per mantenere gli alloggi accessibili nel lungo periodo e per proteggere gli investimenti pubblici dalle pressioni speculative».

«Il confronto di Bruxelles conferma con forza ciò che nei territori viviamo ogni giorno: il modello cooperativo di abitanti è una delle risposte più concrete, affidabili e già sperimentate all’emergenza casa – ha detto Pierpaolo Forello, presidente di UniAbita -. Le cooperative non inseguono la rendita, ma costruiscono valore duraturo, reinvestendo risorse nella qualità dell’abitare, nella sostenibilità e nella coesione sociale. Per questo le politiche europee sull’abitare devono trovare coerenza e continuità con le scelte nazionali, regionali e locali: non basta indicare una direzione a Bruxelles, serve che quella visione diventi strumenti concreti, norme e investimenti capaci di rafforzare chi ogni giorno lavora sui territori. I territori che hanno la fortuna di avere realtà cooperative solide e radicate, come UniAbita a Cinisello Balsamo e nel Nord Milano, hanno già un’infrastruttura sociale ed economica preziosa. Il punto oggi non è inventare nuovi modelli, ma riconoscere, sostenere e valorizzare quelli che funzionano già e che possono dare risposte vere ai bisogni delle persone.»

Redazione "La Città"

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