Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Addio a Silvano Vismara, l’artista cinisellese che ideò la Spiga d’Oro

Di Daniela Gasparini

Cinisello Balsamo perde un artista, ma soprattutto un pezzo della sua storia più autentica. È scomparso Silvano Vismara, scultore, creativo instancabile e protagonista silenzioso ma fondamentale della vita culturale cittadina.

Entrare nel suo laboratorio era un’esperienza che andava oltre l’arte. Era un luogo vivo, pieno di idee, materiali, intuizioni. Silvano accoglieva con entusiasmo contagioso, raccontava i suoi progetti con passione e riusciva a trasmettere a chiunque la bellezza del creare. Non era solo un artista: era un uomo capace di generare energia, relazioni, senso di comunità.

Per molti di noi, e anche per me personalmente, Silvano è stato un compagno di strada importante. Insieme, alla metà degli anni Ottanta, abbiamo condiviso un’idea che avrebbe lasciato un segno duraturo nella vita cittadina: la Spiga d’Oro.

Erano anni in cui Cinisello Balsamo usciva da una fase complessa, segnata dall’emergenza immigrazione, e sentiva il bisogno di costruire una nuova identità comune. L’impegno dell’amministrazione era rivolto a rafforzare il senso di appartenenza e a valorizzare le energie positive della città, troppo spesso ignorate da una narrazione nazionale che si fermava solo alla cronaca nera.

Decidemmo allora che il 17 ottobre, giorno del riconoscimento dello status di Città nel 1972, dovesse diventare la festa cittadina: un momento per riconoscere pubblicamente chi aveva contribuito alla crescita culturale, sociale ed economica della comunità.

Con Vincenzo Pozzi lavorammo con entusiasmo alla costruzione di questo evento: il nome, il regolamento, la commissione, il significato del premio. Ma fu grazie a Silvano Vismara che tutto trovò la sua forma più alta e simbolica.

Fu lui a dare corpo e anima al riconoscimento, ideando e realizzando la Spiga d’Oro. Un simbolo semplice e potente, capace di superare anche le divisioni identitarie ancora presenti tra cinisellesi e balsamesi. Non il Pescaluna, non le oche: ma la spiga, segno universale di lavoro, crescita e impegno condiviso.

Dal 1987, ogni anno, quella spiga viene consegnata a chi ha dato valore alla città. E ogni volta, in quel gesto, c’è anche la mano di Silvano.

Oggi Cinisello Balsamo è più povera. Non solo per la perdita di un artista, ma per l’assenza di una presenza generosa, curiosa, appassionata. Una di quelle persone che, senza clamore, contribuiscono a costruire l’anima di una comunità.

A lui va il nostro grazie.

Buon viaggio nell’ignoto, amico mio.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Perché la remigrazione contrasta con i valori della Costituzione

Articolo successivo

Leghisti in Duomo. Remigrazione e petrolio russo, il mantra di Salvini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *