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Sesto inaugura la casa di comunità. Ma pesa l’incognita risorse e personale

A Sesto San Giovanni apre la quinta Casa di Comunità dell’ASST Nord Milano. La struttura di via Oslavia, già operativa dal 16 marzo, è stata inaugurata ufficialmente e in poche settimane ha già registrato oltre 5mila accessi.

Si tratta di una delle strutture più grandi della Lombardia, con oltre 2.500 metri quadrati completamente ristrutturati e destinati a servizi sanitari e sociosanitari integrati. L’obiettivo è quello di rafforzare la medicina di prossimità, uno dei pilastri della riorganizzazione territoriale del sistema sanitario regionale.

La Casa di Comunità è aperta sette giorni su sette e offre già un’ampia gamma di servizi. Tra questi gli sportelli amministrativi, il Punto unico di accesso, il centro prelievi, la medicina legale, la protesica e il supporto di assistenti sociali e psicologi, oltre alla continuità assistenziale. Nella nuova sede è stato trasferito anche il centro vaccinale precedentemente attivo presso l’ospedale cittadino, con l’obiettivo di migliorare l’organizzazione complessiva e liberare spazi ospedalieri.

Tra le novità figura anche una “capsula della salute”, dispositivo che consente ai cittadini di effettuare check-up gratuiti in modo rapido e automatizzato, ampliando l’offerta sul fronte della prevenzione.

“Questa Casa di Comunità rappresenta un presidio di prossimità, un punto di riferimento, un luogo dove la sanità si avvicina concretamente ai cittadini”, ha sottolineato il direttore generale dell’ASST Nord Milano, Tommaso Russo.

All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano, il direttore dell’Ats Milano Silvano Casazza e il presidente del Consiglio regionale Federico Romani, insieme a diversi amministratori del territorio.

Accanto all’avvio delle nuove strutture territoriali, però, resta aperto il nodo delle risorse. In particolare, le criticità di bilancio dell’ASST Nord Milano sulla voce del personale rischiano di incidere sulla piena funzionalità delle Case di Comunità, nate per garantire un’assistenza continuativa e multidisciplinare.

Il tema è finito anche al centro del confronto politico in Regione, con le critiche del consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Onorio Rosati e la replica dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso. Al centro dello scontro, proprio il rischio che le nuove strutture, pur realizzate e attrezzate, possano scontare carenze di organico tali da limitarne l’efficacia operativa.

Redazione "La Città"

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