Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Vittorio Trezzi e i ricordi che il tempo non può cancellare

Per ricordare, Vittorio Trezzi. Mi chiedevo che cosa avrei scritto, questa volta? Ebbene, mi sono tornate in mente due situazioni. Una pubblica e un’altra più riservata.

1970, Eravamo in assemblea. Tumultuosa, come d’uso in quei tempi. Ordine del giorno, vagamente informativo. Enea Cerquetti e Vittorio dovevano riferire sui contatti con i proprietari di Villa Ghirlanda. Sembrava un incontro di routine ma devenne un acceso confronto sulle modalità con cui condurre il negoziato nei confronti di padroni che dichiaravano “mai darò la Ghirlanda ai comunisti”. Ricordo il sorriso, cosa assai rara, che apparve sulla bocca di Vittorio, sempre afflitta dall’immancabile sigaretta, quando Cerquetti disse: “Io, se fossi in voi, me la prenderei, quella villa”

Anni 90, il nostro giornale viveva momenti di difficoltà. Secondo Vittorio, rischiavamo di non uscire nella data stabilita. Allora avevamo 12 pagine. Gli feci presente che saltare una data poteva apparire come un fallimento. “Usciamo a quattro pagine” gli proposi. Lui mi squadrò e disse: “Sei il solito estremista, vuoi fare come il Manifesto. Ma è giusto uscire così, se te la senti… “

Noi siamo ancora qui, grazie Vittorio Trezzi.

Ivano Bison

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