
Milano boccia il Taser. Ghilardi attacca Sala: “Scelta ideologica”
Il dibattito sul taser arriva anche nel Nord Milano e diventa terreno di scontro politico tra amministrazioni. A intervenire è il sindaco Giacomo Ghilardi, che critica la scelta del Comune di Milano di non proseguire con decisione sulla sperimentazione.
“A Milano il Comune si ferma sul taser: dopo la sperimentazione, Sala dice che ‘non ci sono grandi risultati’ e si rimette alla politica per decidere”, afferma il primo cittadino, parlando di una decisione che “sa di passo indietro” e che attribuisce a motivazioni ideologiche.
Il riferimento è anche al passato di Cinisello Balsamo. “Non è una novità. Anche a Cinisello Balsamo, quando governava la sinistra, la Polizia Locale era l’unica in Lombardia a non essere armata. Non per ragioni operative, ma per una visione politica che lasciava scoperti agenti e cittadini”.
Ghilardi interviene inoltre a sostegno delle richieste del sindacato Sulpm, ribadendo la funzione dello strumento. “Il taser non è uno strumento ‘contro qualcuno’, ma uno strumento di tutela. Serve a prevenire, a fermare situazioni critiche prima che degenerino, a proteggere chi ogni giorno è in strada”.
Secondo il sindaco, il valore principale è quello della deterrenza. “La sua vera forza è evitare il peggio, ridurre i rischi, garantire interventi più sicuri”.
Da qui il confronto diretto con Milano e con l’amministrazione guidata da Giuseppe Sala. “La differenza tra noi e Milano è evidente. Noi non arretriamo e non ci nascondiamo dietro i dubbi ideologici: abbiamo scelto di dare strumenti, formazione e supporto alla nostra Polizia Locale”.
Una posizione netta, che riporta al centro il tema della sicurezza urbana e delle dotazioni agli agenti. “Perché la sicurezza è una responsabilità”, conclude Ghilardi.
