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Sparatorie e risse, il buio infinto di Sesto.  “La giunta si assuma la responsabilità”

Sesto San Giovanni, tensione senza tregua tra Rondò e piazza Trento e Trieste. Tra episodi di violenza, schiamazzi notturni e un senso diffuso di insicurezza, per molti residenti quella che viene ormai definita “zona rossa” è diventata un’area difficile da vivere.

Da anni il Comitato Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste denuncia una situazione che, secondo i cittadini, non ha mai conosciuto una vera inversione di tendenza. Gli ultimi giorni hanno riportato il quartiere al centro delle cronache, con episodi gravi che includono accoltellamenti e persino colpi d’arma da fuoco.

Già lo scorso 5 marzo, in occasione dell’inaugurazione della piazza riqualificata, i residenti avevano manifestato pacificamente esponendo drappi bianchi alle finestre, simbolo di una resa di fronte al degrado e alla mancanza di sicurezza percepita. A distanza di settimane, il quadro non sembra mutato.

Il racconto che arriva dal quartiere parla di gruppi violenti e attività di spaccio diffuse, spesso accompagnate da cani utilizzati come deterrente. Una sequenza continua di episodi rende difficile anche solo sintetizzare quanto accaduto negli ultimi mesi.

Restando alle ultime due settimane, nella notte tra il 27 e il 28 marzo è stata segnalata una sparatoria tra via Battisti e via Leopardi. Nella stessa giornata si è verificata anche una rissa in via XX Settembre, legata – secondo le testimonianze – a dinamiche di controllo del territorio. E poi nei giorni seguenti altri episodi di violenza che ora allarmano tremare i residenti più che mai.

E sembrano girare a vuoto le parole del sindaco leghista Roberto Di Stefano, che invocato ancora una volta l’espulsione delle baby gang da Sesto. Mentre pochi giorni fa ha rilanciato sui social un’immagine della piazza riqualificata definendola come uno spazio restituito alla città e pensato per una fruizione serena da parte dei cittadini.

La sicurezza resta però uno dei temi più delicati nel dibattito politico locale, anche in prospettiva delle elezioni del 2027. Critico il consigliere Michele Foggetta, già candidato sindaco, che invita l’amministrazione ad assumersi responsabilità concrete. Secondo Foggetta, il problema non può essere affrontato con slogan e richiede invece un cambio di passo nella gestione della sicurezza urbana.

Redazione "La Città"

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