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Caso Salis, “Su immigrazione inaccettabile la semplificazione del sindaco”

Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Marco Tarantola, interviene nel dibattito politico cittadino rispondendo alle recenti dichiarazioni del sindaco, che ha invitato i cittadini a “schierarsi” su un terreno fortemente polarizzato.

Secondo Tarantola, la contrapposizione proposta – tra chi starebbe con l’illegalità e con Ilaria Salis e chi invece con la legalità e la cosiddetta remigrazione – rappresenta una semplificazione inaccettabile di questioni molto più complesse. Il capogruppo dem prende le distanze sia dalle posizioni politiche dell’eurodeputata sia dalla proposta di legge sulla “remigrazione e riconquista”, definita senza mezzi termini “aberrante”. Allo stesso tempo giudica non opportuna anche solo l’ipotesi di una partecipazione del sindaco a un convegno organizzato da CasaPound a Monza.

Il punto, però, è un altro. Per Tarantola ridurre temi come legalità, sicurezza, solidarietà e dignità delle persone a uno scontro tra opposti non aiuta, soprattutto in una fase storica segnata da crisi globali e conflitti. Rivendica la possibilità di tenere insieme principi che non sono in contraddizione tra loro: stare dalla parte della legalità e, allo stesso tempo, rifiutare il concetto di remigrazione, che definisce “perverso”.

“La legalità non ha bisogno di nemici da costruire, ma di soluzioni”, è il ragionamento del capogruppo, che invita a smettere di guardare al diverso come a un avversario, perché questo approccio rischia solo di alimentare divisioni e tensioni.

Da qui la domanda diretta al sindaco, che riguarda una questione concreta della città: la moschea di via Frisia. Una sentenza definitiva del Consiglio di Stato del 2019 ne ha stabilito l’abusività, ma da allora – sottolinea Tarantola – non sono seguiti atti amministrativi per ripristinare la legalità.

Per il capogruppo PD, il tema non può essere affrontato solo in termini repressivi. Le migliaia di cittadini musulmani presenti in città, afferma, devono poter professare la propria religione in un luogo dignitoso e nel rispetto delle regole. Si tratta di riconoscere una comunità reale e il percorso di integrazione compiuto negli anni.

Infine, l’interrogativo politico: il nuovo Piano di governo del territorio prevederà la realizzazione di una moschea legale? Per Tarantola, è proprio su questo terreno che si misura la coerenza delle istituzioni. “La legalità non si difende creando nemici. Si difende costruendo soluzioni”.

Redazione "La Città"

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