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Metrotranvia Milano-Seregno in stallo. Costi aggiuntivi per 120 milioni

Cantieri praticamente fermi, grandi disagi per negozianti e viabilità, costi quasi raddoppiati. E’ l’allarmante la situazione dei lavori per la realizzazione della metrotranvia Milano-Seregno che, tra gli altri, attraversa i comuni di Bresso, Cusano Milanino e Paderno Dugnano. In tutto 17 comuni interessati, lunghi tratti di aree recintate ma quasi tutte senza operai al lavoro.

Un blocco causato dall’aumento dei costi in corso d’opera, lievitati negli anni da 250 a 370 milioni di euro. In mezzo tanta acqua sotto i ponti. Un primo listino prezzi datato 2011 e mai aggiornato fino all’apertura del cantiere nel 2022,  la crisi dell’impresa appaltatrice, che ha causato lo stop dei lavori per lunghi mesi, il riassetto societario e il via libera ai lavori che però procedono a singhiozzo.

Città Metropolitana raduna così gli enti e i sindaci interessati e chiede l’aiuto del Governo per integrare la spesa e procedere nella realizzazione dell’opera. I conti sono presto fatti. Dei 120 milioni mancanti, 13 sarebbero coperti a bilancio dall’ex provincia di Milano e 17 dal ministero dei Trasporti, anche se non sono ancora arrivati. Gli altri 90 vanno trovati. E qui scatta l’appello di Città Metropolitana al MIT per una copertura totale e per evitare che la quota venga ripartita tra gli enti, ovvero tra i comuni interessati dalla tratta, compresa Milano, Città Metropolitana, Provincia di Monza e Regione Lombardia.

Sbotta Simone Cairo, sindaco di Bresso, città già bloccata da tempo dalle recinzioni dei cantieri. Il sindaco, da sempre contrario all’opera, contesta l’ipotesi che circola in Città Metropolitana di un possibile aggravio di costi per tutti gli enti interessati, nel caso in cui l’appello al governo per la copertura totale della quota mancante dovesse andare a vuoto.

“Come noto è da oltre 20 anni che siamo preoccupati e contrari a quest’opera, la preoccupazione è aumentata molto da quando nel 2018 abbiamo avuto diretta, seppur faticosa, interlocuzione con Città Metropolitana per come non ha tenuto conto dei rischi e si è ostinata a proseguire un’opera che non è più strategica e che non teneva in considerazione l’aumento dei costi”, scrive Cairo sui social.

A pesare sul progetto anche probabile cambiamento di scenario: la tratta passerebbe da quella attuale (da Milano-Niguarda a Seregno) ad una nuova, ridotta, che terminerebbe invece a Paderno-Calderara ed eventualmente proseguirebbe solo fino a Nova Milanese. Un cambio che potrebbe tagliare i costi ma incorrere in una variazione significativa di appalto che potrebbe aprire nuovi contenziosi con l’impresa incaricata.

Redazione "La Città"

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