Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Dunque il sindaco di Cinisello è un leghista duro e puro. Non ve n’eravate accorti?

In fin dei conti, Giacomo Ghilardi è un sindaco leghista. Sciocco pretendere parole diverse da quelle che sta pronunciando. Quando afferma, orgoglioso e impavido: “Padroni a casa nostra” sottacendo che il luogo di cui parla non è suo (loro) ma appartiene a tutti.

Giacomo Ghilardi, sindaco pro tempore di Cinisello Balsamo, invoca regole contro i clandestini ritenendo che nella nostra città vivano solo degli smemorati. Non gli passa per la testa che vi siano dei cittadini che ben sanno che quelle regole esistono e sono leggi dello Stato. Non prevedono l’intestazione identitaria e forcaiola che lui vorrebbe attribuirgli. Non basta salmodiare durante le feste comandate, parlare di resurrezione proprio perché la fine delle quaresime coinciderebbe con la riscossa dei bravi credenti.

C’è da chiedersi, durante il suo mandato, quante volte Ghilardi abbia tenuto un rapporto (di concreto aiuto) di sincera, non paternalistica comprensione verso le comunità a cui appartengono le genti, in carne e ossa, che lui vorrebbe perseguire e non solo in nome della legge. Fuori da questo, tutta la sua azione è palese e grezza propaganda. Perché lato politico, non è secondario. Si valuta dalle parole e dalle azioni. Devono possedere un senso, senza contraddirsi le une con le altre.

Ghilardi, sindaco, andrà all’adunata antimmigrazione, rivendicando il proprio passato di antitaliano? Tenendo ben conservata l’acqua del Po benedetta da Bossi?

Rammaricandosi che la Padania non abbia conquistato la libertà? Oppure, si tratta di un passato revisionato, in chiave trasformista e romanocentrica?

Se quest’ultima fosse la vera opzione di Giacomo Ghilardi, egli sarebbe uno “straniero” adesso ben accolto nella comunità italiana.

Ivano Bison

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