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“Con orgoglio” al raduno anti-immigrati. Il sindaco più leghista che mai

“Con orgoglio, senza paura, padroni a casa nostra”. È con queste parole che il sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi invita a partecipare al raduno delle destre sovraniste sulla remigrazione in programma sabato 18 aprile in Piazza Duomo a Milano. Un appello diretto, che punta al tema della sicurezza e della lotta all’immigrazione irregolare, ma che solleva anche critiche e interrogativi sul piano politico e culturale.

Nel comunicato diffuso dal primo cittadino, il riferimento è esplicito. Difendere i confini e contrastare l’immigrazione clandestina sarebbe un “dovere di ogni istituzione”, a partire da quella europea. Una posizione che si inserisce in un clima politico sempre più polarizzato, dove il tema migratorio torna al centro del dibattito pubblico con toni accesi.

Ghilardi respinge le accuse di chi, come Alleanza Verdi Sinistra di Cinisello, considera la partecipazione alla manifestazione incompatibile con la storia di una città costruita sulle migrazioni. “Non è in discussione chi vive onestamente sul nostro territorio”, sostiene il sindaco, tracciando una linea netta tra integrazione e illegalità. Una distinzione che, però, nella realtà quotidiana delle città metropolitane, appare spesso più sfumata e complessa.

Il passaggio più politico del comunicato arriva quando il sindaco chiama in causa la sinistra, accusata di aver tollerato per decenni fenomeni come occupazioni abusive, presenza di irregolari e insediamenti rom. Un’affermazione che semplifica una storia urbana e sociale articolata, fatta di politiche pubbliche, emergenze abitative e trasformazioni demografiche difficili da ricondurre a una sola responsabilità politica.

Il rischio, secondo le opposizioni, è che il richiamo alla sicurezza diventi uno slogan identitario più che una proposta concreta di governo. Anche perché, come ricordano diversi osservatori, le competenze in materia di immigrazione e controllo dei confini restano in larga parte nazionali ed europee, mentre ai comuni spetta soprattutto la gestione dell’integrazione e dei servizi.

“Cinisello è accogliente, ma non può essere senza regole”, afferma Ghilardi. Una frase che sintetizza la linea dell’amministrazione, ma che lascia aperta una domanda di fondo. Qual è oggi il punto di equilibrio tra sicurezza e inclusione in una realtà urbana complessa come quella dell’hinterland milanese.

Redazione "La Città"

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