
La piazza alla Fallaci, le intitolazioni che dividono e i problemi che restano
A Cinisello Balsamo le targhe contano sempre più. Non è solo una questione di toponomastica, ma una linea politica che negli ultimi anni l’amministrazione di destra guidata da Giacomo Ghilardi sembra aver scelto con decisione. L’ultima decisione va in questa direzione e riguarda l’intitolazione dell’area sopra la A4 a Oriana Fallaci, approvata dalla giunta dopo il via libera unanime della commissione competente.
L’area, che collega via Matteotti e via Friuli, è uno snodo urbano importante. Una copertura autostradale trasformata in spazio pubblico, con pista ciclopedonale, giochi per bambini, panchine e rastrelliere per biciclette. Un intervento realizzato da Autostrade per l’Italia, voluto dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra, che ricuce due parti della città e rafforza la mobilità dolce.
Fin qui, il progetto urbanistico. Ma è sulla scelta del nome che si gioca la partita più significativa. La figura di Oriana Fallaci, giornalista di fama internazionale, prima donna italiana inviata al fronte, resta ancora oggi fortemente divisiva nel dibattito pubblico. E la decisione di dedicarle una piazza si inserisce in una serie di intitolazioni che negli ultimi anni hanno segnato l’azione amministrativa.
Non è un caso isolato. Il precedente più clamoroso è quello del Palazzetto dello sport, storicamente intitolato a Salvador Allende e destinato a diventare “Armani”, scelta che ha spaccato la città tra favorevoli e contrari. Ma non è l’unico episodio. Ci sono anche il giardino dedicato a Gianfranco Miglio e la piazzetta intitolata a Sergio Ramelli, decisioni che hanno suscitato polemiche e acceso il confronto politico locale.
Un filo rosso (o nero) lega queste scelte. Non semplici atti amministrativi, ma segnali identitari, che raccontano una visione culturale e politica precisa della città. Anche l’intitolazione a Fallaci sembra muoversi su questo terreno.
Il sindaco rivendica la decisione. Parla di “atto di identità e democrazia”, sottolinea il coraggio e la libertà di pensiero della scrittrice e annuncia iniziative per il ventennale della sua scomparsa, il prossimo 15 settembre. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un esempio alle nuove generazioni, un invito a difendere le proprie idee.
Resta però una domanda di fondo. In una città alle prese con sfide sociali, urbanistiche ed economiche, la priorità dell’amministrazione è davvero quella di moltiplicare le intitolazioni simboliche? O queste scelte, sempre più frequenti e sempre più connotate politicamente, rischiano di diventare il tratto distintivo di un governo locale più attento ai simboli che alle risposte concrete?
La nuova piazza sopra la A4 sarà uno spazio utile e vissuto. Ma il nome che porterà continua già a dividere. E forse è proprio questo, ancora una volta, il punto.
