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Cinisello, AVS e l’appello al sindaco Ghilardi. “Non vada al raduno sulla remigrazione”

Alleanza Verdi Sinistra di Cinisello Balsamo chiede al sindaco Giacomo Ghilardi di non partecipare all’evento promosso dai Patrioti Europei, in programma il prossimo 18 aprile in piazza Duomo a Milano, dedicato al tema della “remigrazione”.

Secondo AVS, il raduno del gruppo europeo – che riunisce forze come la Lega Nord, Vox e il Rassemblement National – si ispira a una linea politica che punta al rimpatrio immediato dei cittadini stranieri. Una prospettiva che, per la formazione di sinistra, è incompatibile con la storia e la composizione sociale della città.

“Se il sindaco di una città come Cinisello Balsamo intende partecipare a un evento del genere probabilmente non ha capito qual è la città che sta governando”, afferma Gaetano Petronio, portavoce locale di AVS. “Cinisello è una città costruita dalle migrazioni. Con la remigrazione dovremmo andarcene tutti”.

Il riferimento è alla storia industriale del territorio. A partire dagli anni Sessanta, la città si è popolata di lavoratori provenienti dal Sud Italia e dal Veneto, impiegati nelle grandi fabbriche dell’area come Falck, Breda e Magneti Marelli, ma anche in realtà produttive come Kodak e Rotocalcografica Italia. Una trasformazione che ha segnato in modo permanente l’identità cittadina.

Negli ultimi vent’anni il fenomeno migratorio ha assunto una dimensione internazionale. Dal 2003 in poi, Cinisello Balsamo ha visto crescere la presenza di cittadini stranieri provenienti sia dall’Unione Europea sia da Paesi extraeuropei. Oggi i residenti stranieri sono 16.825, pari al 22,5 per cento della popolazione. Le comunità più numerose sono quelle egiziana, romena e peruviana.

Un dato che, secondo AVS, conferma come la presenza straniera sia ormai strutturale e non episodica. Anche i numeri più recenti vanno in questa direzione. Nel 2024 il saldo migratorio è stato positivo per 401 unità, mentre cresce anche il numero dei nati in Italia.

Per questo, sostiene l’opposizione, la partecipazione del sindaco a un evento incentrato sulla remigrazione segnerebbe una distanza ancora più netta rispetto alla realtà cittadina. Una distanza che, secondo AVS, sarebbe già emersa con l’esito del referendum del 22 e 23 marzo, quando il 56,18 per cento dei votanti si è espresso per il No.

“Fare il sindaco significa rappresentare tutta la città, non solo chi lo ha votato”, conclude Petronio. Un messaggio politico chiaro, che riapre il confronto sul ruolo dell’amministrazione e sulla direzione culturale e sociale di Cinisello Balsamo.

Redazione "La Città"

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