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Anna Frank, una scuola spezzata. Si rischia di perdere un’esperienza preziosa

di Daniela Gasparini

Avevo scritto una lettera aperta al Sindaco, esprimendo preoccupazione per le scelte legate al progetto Entangled e al futuro della scuola Anna Frank. Oggi mi dispiace constatare che ciò che allora paventavo sta concretamente avvenendo.

La scuola Anna Frank, e in particolare il percorso Montessori, rappresenta da anni una delle esperienze educative più significative della nostra città. Non è solo una scuola: è una comunità costruita nel tempo, un punto di riferimento per molte famiglie e un elemento di qualità per il quartiere Crocetta. Le decisioni assunte vanno invece nella direzione opposta.

Per due anni scolastici la scuola verrà distribuita in più sedi: primaria e secondaria tra Zandonai e Garcia Villas, con ulteriori spostamenti per la segreteria e i servizi. Sei classi della primaria e cinque della secondaria saranno dislocate altrove. Questo non è un semplice trasferimento temporaneo. È uno smembramento della scuola.

Una comunità educativa non si può dividere senza pagarne le conseguenze. Separare studenti, insegnanti e funzioni significa rompere relazioni, indebolire la continuità didattica, disperdere un’identità costruita negli anni. Una scuola spezzata in più sedi non è più la stessa scuola.

E tutto questo per arrivare a quale risultato? Alla ristrutturazione di un edificio che ha oltre 50 anni, costruito sopra box, privo di un vero giardino e con spazi esterni inadeguati. Un edificio che nasce già con limiti strutturali evidenti e che difficilmente può rispondere ai bisogni educativi di oggi.

Sarebbe stato invece più giusto e lungimirante fare un’altra scelta: costruire una nuova scuola, adeguata agli standard educativi contemporanei, mantenere nel frattempo l’unità della Anna Frank e trasferire tutti insieme solo a lavori conclusi.

Così non è stato. La giunta ha scelto una strada sbagliata: frammentare una comunità educativa e investire risorse su una struttura inadeguata, senza una visione strategica per la scuola e per il quartiere. Le responsabilità di questa decisione sono evidenti. E saranno altrettanto evidenti le conseguenze: un’esperienza educativa indebolita e un’occasione persa per tutta la città.

Redazione "La Città"

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