Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Strade e piazze di Cinisello, come sono cambiate le loro intitolazioni nella storia

Gli odonimi di vie e piazze narrano la nostra storia, ci ricordano luoghi, fatti, personaggi, contribuendo alla costruzione dell’identità nazionale e locale. Quando Balsamo e Cinisello erano ancora piccoli borghi agricoli, le strade, perlopiù sterrate, erano poche e concentrate intorno alle rispettive chiese e piazze. Per il resto erano campi coltivati, cascine e boschetti. I nomi delle vie indicavano il paese limitrofo dove la strada portava, la cascina che lambivano o il luogo dove conducevano (es. via al o del Cimitero, via alla Foppa). Le altre strade ricordavano eventi storici o recavano i nomi di santi, letterati, scienziati, membri della casa reale; dopo l’Unità d’Italia si diffuse l’uso di intitolare le vie a personaggi del Risorgimento.

Grande rilievo fu dato anche ai benefattori locali. Nel 1887 via Gelata a Balsamo fu intitolata a Benedetto Martinelli, ricco proprietario e benefattore balsamese. Lì sorsero il Palazzo Comunale e la Scuola Elementare. Nel 1942, ritenendo che il suo ricordo fosse ormai lontano, si deliberò di intitolare la via al nipote Carlo, che aveva lasciato il suo patrimonio ai tubercolotici poveri. Nel 1908 a Cinisello fu intitolata una via a Giovanni Frova che aveva mostrato una spiccata sensibilità nei confronti dei bambini e della loro educazione, tanto da finanziare la costruzione del primo Asilo Infantile della città. È fatto inusuale che un’intitolazione avvenga quando la persona è ancora in vita; pensate dunque quanto fosse importante riconoscerne i meriti. Nel 1911, in occasione della prima seduta che il Consiglio comunale di Cinisello tenne nella nuova sede, donata dal sindaco Natale Confalonieri, deceduto l’anno prima, fu deliberato di intitolargli la piazza antistante. L’intitolazione al cooperatore socialista e caduto di guerra Giuseppe Mario Mariani fu travagliata. Nel 1920, in concomitanza con l’intitolazione di via Libertà (già via Sant’Antonio), su proposta dell’assessore Emilio Meroni, via San Martino divenne via Mariani. Ma un anno dopo l’avvento del fascismo furono ripristinati i precedenti odonimi. Si può ipotizzare che ci fossero pressioni da parte dei consiglieri fascisti perché stranamente anche Emilio Meroni si uniformò alla decisione presa. Nel 1947 la via fu nuovamente intitolata a Mariani.

L’avvento del regime fascista rappresentò per l’odonomastica delle città un periodo di cambiamento rispetto alla politica culturale del periodo liberale. Si diede particolare impulso a intitolazioni riferite alla Grande Guerra e, naturalmente, alla propria epopea. Si sottolineava così una linea legittimatrice e nobilitante che, senza soluzione di continuità, partiva dall’Unità d’Italia e, attraverso la guerra, trovava nel regime il proprio coronamento. Il culto del littorio finì per monopolizzare e contaminare l’intero orizzonte simbolico municipale. Si passò da un processo di africanizzazione, in chiave coloniale, a strategie di consenso attraverso il ricorso a figure simboliche, martiri e gerarchi del fascismo o a date che celebravano la storia della rivoluzione fascista.

Nel 1922 giunsero dal governo indicazioni al fine di creare in tutti i centri abitati un Parco o un Viale della Rimembranza per onorare i caduti della Grande Guerra, piantumando un albero per ogni caduto, recante una targa con il nome. Già nel 1923 erano stati inaugurati ben 1048 “spazi sacri” destinati alle liturgie fasciste. Quello stesso anno anche i nostri due comuni inaugurarono un Viale della Rimembranza. Quello di Balsamo sorse in via Solferino, dove nel 1920 era stata posata la prima pietra dell’erigendo monumento ai caduti, mentre a Cinisello fu intitolato lo spiazzo antistante al Municipio e alla Scuola. Nel 1926 fu intitolata a San Saturnino la strada di Balsamo (lungo la quale stavano sorgendo nuove costruzioni a uso abitativo) che dalla chiesa, dove era stata traslata la sua salma, conduceva al cimitero. Sempre a seguito del crescente sviluppo dell’edilizia, nel 1927 a Cinisello furono denominate nuove vie. Nel 1930, a seguito dell’unificazione dei due comuni, avvenuta nel 1928, alcune intitolazioni con identica denominazione furono modificate, come il Viale della Rimembranza di Cinisello che tornò a essere Piazza Natale Confalonieri. In tale occasione il tratto stradale a nord del Municipio verso Nova fu denominato via Risorgimento. Per il decimo anniversario della marcia su Roma giunsero disposizioni affinché fosse intitolata una via alla città di Roma. Ma via Roma c’era già, perciò nel 1932 fu inaugurata la nuova strada che collegava Balsamo a Cinisello, che inizialmente avrebbe dovuto essere via Unione, e che invece fu dedicata a Luigi Cadorna. Sempre quell’anno fu abbattuto un fabbricato di antica costruzione che apriva una via di accesso da via Milano (oggi via Della Libertà) a piazza Vittorio Emanuele (oggi piazza Gramsci), per incanalare i veicoli provenienti da Milano o da Sesto San Giovanni verso Milanino, al fine di diminuire l’ “intenso” traffico. La via fu intitolata General Cantore. Nel 1936 fu intitolata via Campo del Littorio la strada che prima risultava solo uno sterrato in mezzo ai campi e che dal 1931, con l’inaugurazione dell’acquedotto e del Campo Littorio, aveva assunto importanza perché vi si tenevano, oltre a manifestazioni sportive, anche adunate politiche. Lo stesso anno, dopo le entusiastiche manifestazioni per la proclamazione dell’impero, fu intitolata una via “al volontario camicia nera” Andrea Furia, caduto in Etiopia a Passo Uarieu. Fu scelta via Del Ronco perché ritenuta importante per lo sviluppo edilizio che vi era in corso, la via fiancheggiava i caseggiati della cooperativa La Previdente e terminava in via Garibaldi. Nel 1937, “a ricordo dell’eroismo delle camicie nere durante le battaglie per la conquista dell’impero”, venne intitolato via Passo Uarieu il tratto stradale che incrociava via Andrea Furia. Quell’anno fu anche intitolato al Beato Carino da Balsamo un nuovo tratto stradale tra le vie Cadorna e Martinelli: “a ricordo del glorioso concittadino le cui Sacre Reliquie, conservate nella parrocchiale, riscuotono una sempre crescente venerazione”. Sempre nel 1937 il nuovo viale che congiungeva l’abitato di Balsamo con la frazione Villa Rachele fu denominato viale XXVIII Ottobre “a ricordo della rivoluzione fascista e in omaggio al duce e alle vecchie camicie nere”. Nel 1938 si diede il via ai lavori per la realizzazione di una strada per effettuare un collegamento con Nova e Muggiò e per favorire nel contempo lo sviluppo urbano in una zona dove erano presenti importanti edifici pubblici. La strada fu intitolata via XXIII Marzo 1919 “a ricordare il sorgere del Fascio e così il rinnovamento spirituale e materiale del popolo italiano”. Lo stesso anno la strada da Balsamo al vialone Sesto San Giovanni-Monza fu intitolata viale dei Legionari “a ricordare le eroiche gesta delle Legioni del Littorio conquistatrici dell’Impero”.

Con la caduta del fascismo vi fu un momento di iconoclastia nei confronti di targhe, lapidi, fasci littori e scritte murali, una presenza ingombrante che la popolazione intendeva cancellare. Dopo l’Armistizio e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, nel 1944 si procedette a cancellare le intitolazioni ai membri della casa reale, le vie Umberto I e Regina Margherita furono denominate via Sant’Ambrogio e via Guglielmo Marconi. Inoltre, furono rimosse le targhe di piazza Vittorio Emanuele che da III tornò all’intitolazione originaria a Vittorio Emanuele II.

Finito il conflitto si rese necessaria una politica della memoria che riuscisse a risemantizzare il periodo della dittatura appena trascorso. Le intitolazioni con un significato collettivo o con un richiamo alla Grande Guerra furono mantenute. Diversamente, quelle con chiari riferimenti al fascismo nel 1945 furono rinominate: Via XXIII Marzo 1919 divenne via Carmelita De Ponti (benefattrice), via Milano>Della Libertà, viale XXVIII Ottobre>Dei Partigiani, viale dei Legionari>Giacomo Matteotti, via Andrea Furia>Carlo Villa (martire antifascista), via Passo Uarieu>Giuseppe Mazzini, via General Cantore>Martiri di Fossoli, via Campo del Littorio>25 Aprile. Nel 1946 furono intitolate le vie: Caduti della Liberazione, Dell’Unità, Domenico Brambilla (martire antifascista) e, a settembre, a seguito di una lunga discussione, fu modificata l’intitolazione di piazza Vittorio Emanuele II che divenne Antonio Gramsci, fortemente voluta dal sindaco Carlo Meani che come Gramsci aveva subito la violenza fascista, il carcere e il confino. Si denominarono anche nuove vie quale sentito omaggio alla memoria dei martiri della Resistenza e della deportazione.

Dalla fine della guerra, eccetto che per l’intitolazione a Gramsci, si procedette a definire il paesaggio odonomastico cittadino senza particolari controversie, se si escludono questi ultimi anni. Il racconto attraverso la toponomastica stradale dovrebbe essere condiviso e riflettere l’anima di tutta la comunità. I nomi delle strade sono luoghi della memoria che tramandano il passato nell’orizzonte cittadino. Scarso spazio invece è stato dato a figure di spicco di genere femminile, mostrando una sottovalutazione del ruolo delle donne. L’intitolazione alla partigiana Marisa Musu (2005) e quella, in fase di proposta, a Oriana Fallaci vanno in controtendenza. Oriana Fallaci era nipote di un anarchico e figlia di un socialista, partigiano di Giustizia e Libertà, che a 11 anni la portò con sé nelle spedizioni clandestine. A tal proposito ebbe a dire: “Tutto ciò che sono, tutto ciò che ho capito politicamente, lo sono e l’ho capito durante la Resistenza”. In conclusione, l’auspicio è che sempre più spesso nel futuro si possa pensare a intitolazioni che narrino la storia locale; cito solo due nomi tra coloro che meriterebbero di essere ricordati: Giuseppe Gozzini, primo obiettore di coscienza cattolico, e Roberto Bobo Pozzoli, autore di commedie e canzoni, in particolare dell’inno di Cinisello. Altro auspicio sarebbe poter cancellare l’odonimo Luigi Cadorna, il cui disprezzo per la vita dei soldati al fronte offende la memoria dei tanti caduti.

Immagini

Ricostruzione dei nuclei storici di Cinisello e di Balsamo dalle mappe del catasto di Carlo VI, anno 1721/1722.

Palazzi Comunali di Cinisello e Balsamo.

Patrizia Lucia M. Rulli

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