
Da 20 anni i “drink” d’autore di Cristian nella vecchia Brusuglio
19.229 soni i Daiquiri serviti fino ad oggi nel bar di via Clerici a Brusuglio di Cormano. Il numero è indicato su una lavagnetta che fa bella mostra sul bancone del locale che prende il nome del celebre cocktail a base di rum. Cristian Camnasio, titolare 52enne, aggiorna con pazienza da 21 anni il numero dei Daiquiri serviti, che lui stesso compone maneggiando bottiglie, ghiaccio e shaker con la precisione e la con concentrazione di un chirurgo.
L’atmosfera non è quella di un bar di quartiere, anche se la serranda, a pochi passi da piazza Giussani a Brusuglio, è aperta tutti i giorni – tranne il lunedì – dalla mattina a sera inoltrata e accoglie avventori anche per un semplice caffè, una colazione e un panino. Da Cristian si entra in una specie di tempio del rum e del gin. Un bar tra i più conosciuti e apprezzati del Nord Milano che attrae cultori dei liquori di pregio anche dalla vicinissima metropoli.
300 diverse marche di rum e più di duecento tra gin e whisky. Si va dai distillati della Guadalupa, Martinica, Cuba a quelli del centroamerica, chiari e scuri in una infinita tonalità di colori e sapori che impreziosiscono numerosi cocktail. Cristian li conosce tutti, li dosa e li mescola per le sue creazioni senza mai eccedere, cercando di non disperderne le essenze ma di esaltarle. “Faccio questo mestiere da molti anni, forse sono uno dei primi di questa zona ad aver puntato sul rum, ad aver preparato Daiquiri quando in pochi sapevano cosa fosse”.
Ma non c’è solo rum. Il gin arriva da mezzo mondo, compreso quello prodotto da un gruppo di amici proprio a Cormano, l’ormai celebre Brugin, che spicca in bella mostra sullo scaffale. Una scelta che per qualità e quantità compete con i maggiori bar di Milano e fa di questo locale uno di quelli maggiormente inseriti nei circuiti che contano. Dove sono numerose, durante l’anno, le serate dedicate alle degustazioni con i maggiori esperti del settore e le distillerie più originali e ricercate. Occasioni da non perdere.
Ma Cristian, sorriso sornione e discrezione d’animo, ha l’aria di chi resta coi piedi per terra. “E’ un lavoro non semplice, risente delle crisi, dei continui cambi di gusti da parte die clienti. Non è una passeggiata. Mi aiuta la passione e qualche bella soddisfazione”, racconta, mentre mescola un negroni in un bicchiere di cristallo. Le luci basse e ben calibrate concedono all’avventore un’atmosfera rilassata, da moderno club in stile newyorchese. Gli arredi eleganti e il robusto arsenale di bottiglie incantano. E Cristian, con la sua calma e il suo garbo, fa il resto.
