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Giovanni, volontario a 11 anni in RSA: “Aiuto gli anziani, è un vero piacere”

L’idea è nata pensando alla nonna, al lavoro che faceva fino a poco tempo fa in una casa di riposo. Giovanni, 11 anni e una straordinaria padronanza di linguaggio, qualche volte era andato a trovarla. I “vecchietti”, come li chiama lui, gli erano stati subito simpatici e allora quando la sua scuola, la BES, Bilingual European School di Milano , ha chiesto ai suoi alunni di spendere 50 ore del loro tempo libero per fare del volontariato, per imparare a conoscere i problemi e dare un aiuto alla società, lui non ci ha pensato due volte e ha deciso di dedicare le sue ore agli ospiti di un RSA.

E le Residenze del Sole, da sempre in prima fila per accogliere e sviluppare progetti solidali e inclusivi, hanno aperto le porta anche a lui. Così Giovanni ha trascorso le giornate delle sue vacanze di carnevale insieme con i suoi “vecchietti”. Dalle 8 del mattino fino al pomeriggio inoltrato.

“Non mi sono mai annoiato”, racconta. “Ero circondato da persone sorridenti, gentili, abbiamo svolto insieme diverse attività ed è sembrato che il tempo non bastasse mi”. La mattina dedicata a quelle motorie con le lezioni della fisiatra. A volte complesse. “Ho cercato di dare una mano a chi era più in difficoltà o non era abbastanza motivato, anche solo provando a incoraggiarli”, dice Giovanni come fosse la cosa più naturale del mondo per un ragazzino di 11 anni che frequenta la prima media ma sembra un maturando per come si esprime.

E tra le persone che ricorda con maggiore affetto c’è il signor Virginio, che proprio durante una di quelle lezioni gli ha raccontato di quando correva in bicicletta, nel tempo in cui le energie non l’avevano ancora abbandonato. “Gli ho chiesto di immaginarsi di essere ancora sulla sua bicicletta, di provare a volare”, racconta Giovanni che dimostra una spiccata capacità d’ascolto anche se precisa: “Da grande non voglio fare lo psicologo ma l’avvocato”.

Scelta maturata durante la visione di una nota serie tv con mamma Elena, che ascolta il racconto del figlio con un certo orgoglio.  “E’ stato bello anche perché mi hanno dato modo di assistere ai lavori di contabilità della RSA insieme con Cristiana, che mi ha insegnato molte cose e poi ho avuto modo di pranzare ogni giorno con i “colleghi” e tante altre persone che lavorano alle Residenze”, spiega Giovanni. Come gli animatori che nel pomeriggio arrivano a portare allegria. “Si canta molto, c’è il karaoke, la signora Lilly è bravissima, tutti si fermano ad ascoltarla. Ma è anche un’ottima giocatrice di carte e con me è stata gentile e affettuosa, spero di rivederla presto”.

Redazione "La Città"

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