
Conferenza Stampa
Famiglie per strada e appartamenti vuoti. La lotta degli “abusivi” per la casa
Felicia nel 1983 aveva 24 anni, vedova con due bambini a carico, uno di due mesi e l’altro di due anni. Una volta scomparso il marito, ha abitato per qualche mese con i suoceri, per poi chiedere al Comune di Sesto San Giovanni un alloggio. Ha vissuto per un mese in Casa Albergo, fino a quando non le è stato concesso un appartamento comunale, con un bagno senza vasca e in pessime condizioni igieniche. Dal 1983 a oggi Felicia ha sempre chiesto prima al Comune poi ad Aler la regolarizzazione del suo contratto d’affitto, che però non c’è mai stata. Quando la gestione della casa in cui viveva è passata ad Aler, ha iniziato a ricevere bollettini d’affitto di 700 euro, nonostante il suo ISEE ammontasse a 4 mila euro. Oggi rischiano di buttarla fuori da un giorno all’altro.
La storia di Felicia è solo una delle tante che sono state raccontate questa mattina, nel corso della conferenza stampa delle famiglie senza contratto che abitano nelle case pubbliche, organizzata nel palazzo della Regione Lombardia dal Comitato per il Diritto alla Casa e Unione Inquilini. Gli occupanti hanno anche scritto una lettera destinata ad Attilio Fontana, Presidente della Regione, così da raccontare la situazione di centinaia di famiglie che, vivendo in una condizione precaria di incertezza abitativa, chiedono la regolarizzazione della propria situazione.
Il messaggio che hanno lanciato è chiaro: le situazioni di occupazioni abusive non nascono da una voglia o desiderio di occupare abitazioni altrui, bensì dalla necessità di famiglie e individui che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato in Lombardia. Fin troppo spesso i cosiddetti “abusivi” vengono dipinti come veri e propri delinquenti, spacciatori, disonesti, sebbene, dati alla mano, le persone additate come “abusive” non sono altro che famiglie che lavorano e contribuiscono al reddito della città e dello Stato, sebbene non siano nelle condizioni materiali di passare al mercato privato nella ricerca di un’abitazione.
La richiesta centrale avanzata dal Comitato per il Diritto alla Casa e Unione Inquilini consiste infatti nella regolarizzazione effettiva degli “occupanti” (i cosiddetti “abusivi”), per soddisfare dei bisogni e delle necessità essenziali. In questo senso è necessaria una consapevolezza politica importante, così da risolvere il problema dell’incertezza abitativa valutando situazione per situazione, così da scongiurare eventuali “furbetti”, che però rappresentano soltanto una minoranza delle casistiche.
Il Comitato e Unione inquilini rivendicano l’importanza di una sanatoria per gli occupanti senza titolo, così da regolarizzare tutte le situazioni precarie e far sentire tutte le persone “abusive” dei cittadini a pieno titolo, non di “serie B”. Come anche puntualizzato nel corso della conferenza, la narrazione attuale degli occupanti da parte di una certa classe politica e dei sistemi di informazione è estremamente polarizzante e fuorviante. Gli “abusivi” vengono infatti dipinti come delinquenti e spacciatori, quando in realtà queste casistiche rappresentano soltanto una minima parte del problema. In molti casi l’occupazione di una casa vuota è stata l’unica soluzione per chi si trovava in strada con figli. In altri, gli occupanti vengono considerati in situazioni di irregolarità amministrativa, in quanto non gli è mai stato riconosciuto il diritto al subentro, spesso dopo aver assistito per anni familiari malati.
Ad oggi, come puntualizzato da Comitato e dall’Unione Inquilini, ci sono circa 20.000 alloggi pubblici vuoti in Regione. Questo significa anche che non vengono percepiti oltre 20.000 canoni di locazione, oltre alle situazioni di spreco di denaro pubblico nel momento in cui questi appartamenti vuoti si trovano in palazzine dove, ad esempio, d’inverno funziona il riscaldamento centralizzato.
Nel corso della Conferenza stampa è intervenuto anche Michele Foggetta, consigliere comunale di Sesto San Giovanni. “Nei consigli comunali e regionali spesso si parla di numeri (di case occupate e di “abusivi” ndr), ma mai di storie, di famiglie, di persone vere che vivono questa situazione di incertezza ogni giorno”. Foggetta ha sottolineato anche il paradosso politico attuale, tra la presenza di case abbandonate e vuote da anni e gli effettivi condoni e scudi fiscali garantiti ai ceti più abbienti. Nel caso di Sesto San Giovanni, in particolare, Foggetta ha puntualizzato come la chiusura di Casa Albergo e la riduzione del personale dell’Ufficio Casa si possano interpretare come dei chiari segnali di una mancata volontà politica nell’affrontare la questione.
Il Comitato e Unione inquilini hanno anche ribadito come la volontà di mantenere le abitazioni vuote possa essere interpretata come una scelta politica di privatizzazione degli immobili pubblici, negando così di fatto la dignità delle persone più fragili, sia a livello economico che sociale. “Le chiediamo pertanto un incontro per discutere della situazione di queste migliaia di famiglie che abitano nella Regione (..), che si trovano in una situazione difficilissima e nella maggior parte dei casi non cercata e vorrebbero invece poter vivere una vita serena, con gli stessi diritti e gli stessi doveri dei loro vicini di casa” si conclude così la lettera destinata ad Attilio Fontana. Si attende una sua risposta.
