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Sesto sceglie plastica e metallo, via i giochi in legno per i bimbi

di Tore Leone

Arriva la primavera e le aree giochi di alcuni giardinetti sestesi si rinnovano, pronte a riaccogliere i bambini dopo l’inverno. Le aree dedicate a loro sono ancora recitante, ma già si comprende la direzione intrapresa dalla giunta comunale per il cambiamento: via i giochi in legno, sostituiti da altri in metallo.

Ma cosa significa per i bambini tale scelta di materiale? Il legno è caldo al tatto in inverno e fresco d’estate, capace d’invecchiare insieme alla generazione di bambini che su quelle altalene e castelli hanno sbucciato ginocchia e costruito sogni. Oggi quel legno rimosso, etichettato forse come “obsoleto” è stato rimpiazzato da attrezzi in metallo scintillante e platica dai colori acidi.

Eppure dietro l’illusione di modernità si nasconde una insidia. Infatti, mentre le città più all’avanguardia in Europa tornano a materiali naturali e bio–compatibili per ridurre l’effetto “isola di calore”, il comune di Sesto sembra procedere in direzione ostinata e contraria.

Con le estati sempre più torride, le superfici metalliche delle nuove giostrine potrebbero trasformarsi in vere e proprie armi improprie, rischiando di provocare ustioni sotto al sole.

Si sa che il legno, con la sua naturale elasticità e capacità di assorbimento termico, garantisce un ambiente protetto. Il metallo, al contrario, non solo scotta, ma presenta spigoli e giunture che, sebbene a norma di legge, possono essere meno gentili in caso di caduta.

Magari sarebbe bastato un po’ di buonsenso, restaurando quelle in legno esistenti, oppure si potevano almeno installare delle vele ombreggianti per proteggere dal sole battente le nuove strutture.

Insieme alla lozione antizanzare, forse mamme e papà sestesi da questa estate dovranno dotarsi anche di pomate lenitive contro le scottature dei figli.   

Redazione "La Città"

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