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UniAbita in Bulgaria

L’Europa e la proprietà indivisa l’esempio di UniAbita in Bulgaria

Il 4 e il 5 marzo UniAbita, con il Presidente Pierpaolo Forello, ha partecipato con la delegazione italiana e l’Hub Legacoop Lombardia al Forum dei Leader delle Cooperative dei Balcani e della Regione del Mar Nero, che si è tenuto a Sofia. Nella prima giornata si è svolto un bilaterale Italia-Bulgaria, nel quale sono state confermate collaborazioni già attive e si è parlato di cooperazione di consumo e di housing. «A Sofia stanno vivendo una fase di spostamento dalla popolazione dalle aree esterne verso la capitale, ma la città non è ancora pronta ad accogliere tante persone – spiega Forello -. La cooperazione vorrebbe avere un ruolo in questo processo di sviluppo urbano e sul tema c’è stato uno scambio importante con l’Italia, che vanta un’esperienza storica nell’housing.»

La delegazione italiana – di cui facevano parte con Legacoop Lombardia anche le cooperative Il Melograno e Torrevilla – il secondo giorno è stata ospite al tavolo del movimento cooperativo dei Balcani, a cui hanno preso parte ospiti provenienti da molti Paesi del mondo: Giappone, Corea, Inghilterra, ma anche Ucraina e Russia, dove il mondo cooperativo non ha mai interrotto i rapporti, nonostante il conflitto bellico in corso.

La due giorni si colloca in continuità con gli incontri del World Summit for Social Development di Doha e la visita della delegazione libanese a UniAbita e confermano la forza del movimento cooperativo nel mondo e la ripresa per UniAbita di un ruolo attivo non solo a livello nazionale.

«Questo percorso internazionale per noi ha obiettivi precisi – continua il Presidente -: da un lato lavoriamo per una Europa e un mondo diverso, in cui si fa impresa in maniera etica e si rafforza il modello cooperativo, in un momento storico in cui c’è un grande bisogno di pace e collaborazione; dall’altro rimettiamo al centro la proprietà indivisa, una risposta concreta alle problematiche abitative che altri Paesi vogliono replicare e su cui anche in Italia dovremmo tornare a puntare.»

Redazione "La Città"

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