Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Il Nord Milano e la clamorosa sconfitta dei quattro sindaci del sì. Tutti di destra

Il Nord Milano si risveglia il giorno dopo l’esito referendario con un dato politico chiaro. Vince il no nettamente in tutti i comuni, tranne Paderno Dugnano e perde il sì. Perdono soprattutto i sindaci di destra che si sono spesi, insieme con i propri partiti, per sostenere la riforma sulla giustizia.

A Sesto San Giovanni, dove il no stravince con il 58 per cento, il sindaco leghista Roberto Di Stefano, che non ha mai fatto mancare attacchi alle “toghe rosse”, si limita a commentare la sconfitta attaccando i giudici di Napoli che hanno festeggiato la vittoria dei no cantando Bella Ciao.

Più articolato il discorso del primo cittadino di Cinisello Balsamo, dove il no ha prevalso col 56 per cento. Giacomo Ghilardi, che in Villa Ghirlanda aveva partecipato ad un incontro promosso dalla Lega con il ministro Valditara per promuovere le ragioni del sì, ora scrive: “Il voto sul referendum mantiene lo status quo. Questo è il dato da cui partire. E ha un significato politico chiaro: per oltre il 50% dei votanti, la giustizia così com’è va bene. Tutti, a parole, dicono di voler riformare la giustizia. Poi, quando la proposta arriva da altri, diventa improvvisamente sbagliata. È una contraddizione politica evidente”.

E conclude attaccando anche lui le toghe napoletane, colpevoli di cantare la canzone della Resistenza, come se quella canzone fosse un inno sovversivo mentre è invece un inno alla libertà di tutti.

Anche Bresso ha difeso la Costituzione. Ne prende atto il sindaco Simone Cairo che aveva sostenuto le ragioni del sì. “Mi sarebbe piaciuto provare ad avere anche in Italia una Magistratura organizzata come le altre democrazie europee, più capace di giudicarsi e veramente imparziale.  Credo nella separazione dei poteri dello Stato e quello che abbiamo vissuto in questi anni di “correntismo” non giova all’autorevolezza di chi è chiamato ad esercitare il potere giudicante”.

Scomparso per il momento dai radar invece il sindaco di Cormano, Luigi Magistro. La sconfitta – con il 54 per cento dei no – è pesante per lui e la sua compagine di destra che guida il comune, tanto che oggi dalle sue parti le bocche sono cucite. Magistro si era speso per il sì a tal punto da aver pubblicato un video sui social dove affermava di votare sì e di essere una persona per bene. Facendo chiaro riferimento alle polemiche innescate dalle parole del magistrato Gratteri. Video che ha suscitato molte reazioni negative tra i cormanesi, che continuano a girare in rete.

Redazione "La Città"

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