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“Luci e Ombre”: a Sesto la fotografia in mostra tra visibile e invisibile

Il fascino della fotografia nasce spesso da un equilibrio delicato: quello tra luce e oscurità. È proprio questo dialogo continuo tra ciò che emerge e ciò che rimane nascosto al centro della mostra fotografica “Luci e Ombre”, organizzata dal Circolo Fotografico Freecamera, prevista da venerdì 20 a domenica 22 marzo (9.30-19.00) negli spazi di Villa Mylius a Sesto San Giovanni (Largo Lamarmora, 26).

L’esposizione propone un percorso visivo che esplora il contrasto come elemento espressivo fondamentale. Nelle immagini dei soci del circolo la luce non è solo un elemento tecnico ma diventa linguaggio: modella i volumi, crea atmosfere, suggerisce storie. L’ombra, al tempo stesso, non è semplice assenza di luce, ma spazio di mistero, profondità e immaginazione. “Luci e Ombre” è una rassegna collettiva che riunisce gli sguardi e le sensibilità dei vari fotografi partecipanti. Le opere esposte costruiscono un racconto plurale in cui ogni autore interpreta il tema secondo la propria visione: paesaggi urbani, dettagli quotidiani, figure umane e composizioni astratte si alternano in un percorso che invita il visitatore a soffermarsi, osservare e scoprire nuove sfumature della realtà.

Il circolo Freecamera nasce da un’idea semplice ma potente: immaginare una macchina fotografica che, in assoluta libertà, attraversa il mondo raccogliendo immagini, pensieri ed emozioni, senza smettere mai di osservare, studiare e comprendere. Attorno a questa visione si è formato nel tempo un gruppo di amici uniti dalla passione per la fotografia e dal desiderio di condividere il proprio sguardo con gli spettatori.

Un momento particolare della mostra sarà l’inaugurazione di sabato 21 marzo alle ore 17.30, occasione in cui verranno proposti alcuni video realizzati con fotografie dei soci del circolo. Questa proiezione arricchirà l’esperienza espositiva, ampliando il racconto visivo e offrendo al pubblico un modo diverso di entrare nel mondo creativo degli autori. Tre giorni dedicati alla fotografia e alla scoperta di come luce e ombra, elementi opposti ma inseparabili, possano trasformarsi in strumenti poetici, capaci di raccontare il mondo dall’occhio della macchina fotografica.

Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna e Italia e nel settore della tecnologia in Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l'analisi dei linguaggi dei mass media e l'atletica leggera. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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