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Una targa per Bobo Pozzoli, autore dell’inno di Cinisello

A Cinisello Balsamo, al numero 31 di via Cavour, verrà collocata una targa, perché resti sempre viva la memoria di Roberto “Bobo” Pozzoli. In quel luogo egli ha vissuto e composto le opere che hanno suscitato stima e entusiasmo di tutti i cittadini di Cinisello Balsamo. L’idea è dovuta a Grazia Coccolini, la compagna che ha condiviso nella vita l’amore di Bobo.

Sua è l’iniziativa per realizzare questo doveroso omaggio a Roberto Pozzoli. A sostegno, si stanno adoperando i suoi amici e i tanti conoscenti. Credo che numerosissimi cinisellesi, nativi o acquisiti, possano affermare di aver passato un momento spensierato con Bobo Pozzoli.

La sua indiscussa popolarità, oltre che dalle sue capacità descrittive, musicali e canore, proveniva dall’essere sempre aperto verso i suoi concittadini. Rispondeva, assai calorosamente, al saluto di chi incrociava per strada, mai trascurando di lanciare una delle sue sagaci battute. Come ha documentato Grazia, numerosi sono stati i riconoscimenti che Bobo ha avuto, su tutte la “Spiga d’Oro” assegnatagli nel 2013.

Tuttavia, ciò che più lo ha gratificato proveniva dal suo pubblico. Una vasta platea ne ha seguito le opere, sia dialettali che in lingua. Una platea non solo composta dagli abitanti della nostra città. Nella targa si ricorderà il suo ruolo di “poeta e cantore”, come giusto che sia.

Noi affermiamo, senza timore di smentita che: Bobo Pozzoli fu un intellettuale. Un narratore con competenze acquisite attraverso il tipico spirito d’osserva zione, da sempre proprio dei divulgatori dell’eccellenza. Non ho trovato, se non tra i grandi dello spettacolo, le sue capacità di raccontare (con il riso sulle labbra, al pari della piega amara per vicende tristi) di tutto ciò gli avveniva intorno, mediante immagini folgoranti quali “…la mia via Cavour, con quella sua curva, mi pareva il braccio di un gira dischi…”.

Aveva sempre in mente la musica, mai disgiunta dalle parole. Pur essendo astemio, per sua stessa ammissione, faceva il cantante d’oste ria. Riusciva ad intrattenere variando il repertorio. Se da qualche tavolo, un avventore gli chiedeva un motivo da suonare, lui lo accontentava. Non importava se “le gentili richieste” lo portassero fuori dal canovaccio che aveva preparato per la serata.

Ricuciva e riannodava, sigillando con un aneddoto o una barzelletta. Roberto “Bobo” Pozzoli ha scritto anche un inno per Cinisello Balsamo. Per quel che conta, secondo il nostro parere, quella melodia e quelle parole andrebbero ancora cantate in coro, al di fuori e oltre ogni ufficialità diversamente acquisita. Quando Bobo mise in scena “Cinisellin Cinisellon” si verificò il compendio della sua opera più sentita e amorevolmente coltivata. Poiché egli parlava dei luoghi che più adorava.

Descrivere, in vernacolo: la ringhiera e tutto ciò che vi ruotava attorno; la comicità nelle liti da cortile delle comari; i di scorsi dei perditempo su una panchina, il tutto assumeva il connotato di un affresco. Un soggetto da film, oppure uno spunto visivo a beneficio di un qualche volenteroso pittore di murales.

La rappresentazione di quell’opera fu un successo. Clamorosamente, Bobo fu costretto a più repliche per emozionare con il proprio lavoro artistico tutti coloro che non avevano trovato posto nelle prime rappresentazioni. Per tutti noi sarà sempre una figura emblematica, per umanità e per le altissime qualità musicali. Siamo certi che la sua opera non andrà dispersa. Stando alle nostre informazioni, lo svelamento della targa in ricordo di Bobo Pozzoli dovrebbe avvenire, al l’ingresso della corte di via Cavour, durante la prossima primavera.

Ivano Bison

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