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Vivere in un box a Sesto. Il sindaco leghista lo chiama degrado ma è povertà

di Carla Tanzi

Perchè condivido questo articolo? Un post di un sindaco della Lega, (Roberto Di Stefano di Sesto San Giovanni), diametralmente opposto a quello che io voto, perchè vorrei che si guardassero queste immagini, da lui diffuse.

Vorrei che si perdessero due minuti di tempo per ingrandire le foto e si osservassero i particolari. Perchè un’immagine prima di essere brutalmente commentata va osservata con i propri occhi e soprattutto con la propria coscienza. Il sindaco ci tiene a sottolineare che sono stati eseguiti dei controlli sul territorio e che tali controlli hanno permesso di riscontrare illegalità, tra cui l’occupazione di un box usato come abitazione. Non sono contro i controlli, sono contraria ad una narrazione che anzichè preoccupare incattivisce gli animi.

Chiama l’operazione “contrasto contro il degrado”. Ma questo non è degrado, questa è povertà! La povertà non dovrebbe schifarci, dovrebbe preoccuparci.

Queste immagini non dovrebbero trasmettere rabbia ma profonda tristezza; dovrebbero indurci a domandarci perchè oggi ci siano persone costrette a vivere in questo modo.

Non ci sono spacciatori o delinquenti, altrimenti il sindaco non avrebbe perso tempo a comunicarlo a gran voce; non si parla di irregolari, altrimenti ci sarebbe stato il titolone e lui ci si sarebbe tuffato a pesce. Ci sono due persone che vivono in un box perchè non hanno altra via d’uscita.

Cosa vediamo nelle foto sottostanti. Io ho ingrandito le immagini, vedete pattumiera? Piatti sporchi o avanzi di cibo? Vedete disordine? No! Io vedo tanti oggetti di uso comune collocati gli uni accanto agli altri in un dignitoso ordine, quello che lo spazio concede.

Ci sono pentole pulite, coperte, appoggiate su giornali per evitare di tenerle a contatto con i cemento grezzo del pavimento; vedo un fornellino per cucinare ordinato, vedo barattoli di sale, olio e spezie. Vedo un cestino svuotato con all’interno il proprio sacchetto per evitare di buttarci la sporcizia a contatto diretto; vedo vestiti appesi e protetti dal cellophane, probabilmente per combattere umidità e odore di muffa, vedo un piccolo tavolino con la sua tovaglia a quadri pulita.

Vedo scopa e paletta, unici mezzi per cercare di tenere pulito quel box che per due persone è diventato casa. Vedo la dignità nella povertà. Vedo il sacrificio e la fatica, vedo lo slogan ripetuto da influencer in hotel a 5 stelle: resilienza.

Vedo quello che probabilmente hanno vissuto tanti dei nostri nonni e non mi schifo, non applaudo a chi ha scovato questa gente. Mi schifo del sistema che permette tutto questo. Mi schifo di appartamenti sociali tenuti vuoti dalle amministrazioni di turno piuttosto che assegnati a chi ne ha bisogno. Mi schifo di chi applaude a questi comunicati perchè guarda ad un box vuoto piuttosto che a due persone che non hanno che quello. In quel box potremmo finirci anche noi perchè la povertà non si deve rifuggire, si deve risolvere.

Redazione "La Città"

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