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Addio lavoro, Sesto si trasformerà nella città degli studenti?

di Tore Leone

Sesto San Giovanni si trasformerà presto in una città di studenti? A quanto pare, osservando le costruzioni in cantiere, pare proprio di si. Un tempo era chiamata La città delle fabbriche o piccola Manchester.

Si pensava di dare prestigio alla sua centenaria storia valorizzandone l’archeologia industriale, i suoi quartieri operai, gli hangar e le facciate degli stabilimenti. Poi la città ha virato verso un’altra direzione. Si è persa la spinta verso la ricerca di un ambìto riconoscimento, sfiorato, o forse solo sognato, diventare patrimonio dell’Unesco.

Ma cos’è oggi Sesto e qual è la sua vocazione? Di certo non attrae lavoro, anzi le sue più importanti aziende sono fuggite altrove, e altre sono in procinto di andarsene. Emblematico è il caso del marchio più rappresentativo, il Campari: nel 2027 i suoi uffici si trasferiranno a Milano, in corso Europa 2.

L’unico elemento che valorizza ancora il territorio è la sua posizione, strategica perché vicina a Milano, ben servita dalle vie di comunicazioni e dai mezzi pubblici. Gli stessi motivi che indussero all’inizio del 1900 i più importanti opifici nazionali a trasferirsi a Sesto. Poi, oggi, con il

Capoluogo lombardo sempre più inavvicinabile a causa dei suoi costi elevatissimi, Sesto potrebbe riscoprirsi ancora attrattiva.

Un ambito in forte sviluppo sono quindi gli studentati. Dopo quello appena terminato in via Milanese, è ora in costruzione sulle ex aree Falck uno che dovrebbe ospitare fino a 700 studenti. Un altro è già attivo da oltre un quindicennio nella zona di via Pace, e l’ultimo in ordine cronologico, sarà invece in viale Marelli, sull’area ex Impregilo. Non è escluso che se ne prevedano altri.

Questi edifici hanno tutti in comune una cosa: sono visivamente orrendi. Giganteschi parallelepipedi, si caratterizzano da facciate piatte, con una sequenza regolare di finestre tutte delle stesse dimensioni, quasi come figure geometriche, assimilabili a un brutalismo moderno in pieno stile sovietico. L’attenzione al bello non fa proprio parte del progetto di rinnovamento della città da parte di questa destra.

Sarebbe bello che, di pari passo, Sesto offrisse anche servizi ai futuri sestesi, cioè a questi ragazzi, sviluppando magari una città del sapere, promuovendo iniziative e luoghi culturali. Purtroppo però, i progetti di questa giunta vanno sempre più in direzione di una città dormitorio.

Redazione "La Città"

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