
Arriva Salvini, gli stranieri scompaiono. E la Crocetta diventa un bunker
La cosa che più mi ha colpito della visita di ieri mattina del ministro Salvini al quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo è la quasi completa assenza di cittadini di origine straniera a quell’evento, in un posto dove ormai la maggioranza dei residenti è di origine straniera.
Un paradosso che ha reso distopico il momento di ieri. Salvini arriva in via Friuli, dove stanno ristrutturando i casermoni Aler. Viene per controllare i lavori finanziati da un ambizioso progetto di riqualificazione del quartiere, 20 milioni di euro finanziati dalla regione. E viene in veste istituzionale. Indossa la casacca delle olimpiadi Milano-Cortina, tutto è parte di una coreografia ben studiata.
Arriva con la scorta. Stringe mani, saluta conoscenti, sta accanto al sindaco leghista Giacomo Ghilardi, che per l’occasione indossa la fascia tricolore. C’è anche Alan Rizzi, presidente di Aler, passato alla Lega di recente dopo tanti anni di militanza in Forza Italia. Attorno al ministro ci sono i leghisti locali. Quasi tutti maschi. Tra gli altri non manca Michele Minutilli, consigliere comunale, che raccoglie voti proprio tra i palazzi della Crocetta. Ci sono simpatizzanti, tutti italiani, non proprio giovanissimi.
Sembra un raduno leghista quando arriva anche il sindaco della vicina Sesto, Roberto Di Stefano, che cerca spazio a un anno dalla fine del suo mandato. Sembra un raduno politico più che un momento istituzionale. C’è tutta la retorica sovranista di chi cura e protegge il recinto italico dall’invasione straniera in atto. Di chi rassicura gli italiani rimasti nel dedalo dei casermoni della Crocetta che non saranno abbandonati, non finiranno come gli indiani della riserva. Saranno protetti, in qualche modo, privilegiati.
E’ il non detto della giornata di ieri. Che si è sentito vibrare nell’aria per via delle assenze di quella piazza. Non c’è traccia di qualche volto straniero, di una rappresentanza di qualche tipo dei residenti di origine maghrebina o asiatica. Che sono quasi ormai la maggioranza. Ed è proprio questa la fragilità di tutta quella messa in scena e dello stesso progetto Entangled. Senza cittadini, vecchi e nuovi, non esiste la città.

