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La Pro Sesto perde il gruppo di testa. Sconfitta pesante a Rovato

La Pro Sesto non riesce a replicare il rotondo successo dell’andata (4-0), e nel ritorno in terra bresciana cede 2-1 contro il Rovato Vertovese. La gara dei sestesi dura circa mezz’ora, legittimata dal vantaggio realizzato da Polenghi al 10’ di gioco. Ma la partita svolta in maniera negativa quando sul finire del primo tempo i bresciani pareggiano i conti con Signoroni.

Nella ripresa i padroni di casa raddoppiano con Bertazzoli e la partita si chiude per la Pro, anche in inferiorità numerica per l’espulsione dello stesso Polenghi.

Ora, priva di un vero obiettivo da perseguire, il rischio di una caduta libera è dietro l’angolo. E l’aria di smobilitazione che sta vivendo la squadra non è affatto un bel segnale. Difatti, nonostante il mercato di riparazione si sia chiuso il 31 gennaio scorso, esiste un espediente per favorire comunque scambi e passaggi di giocatori tra squadre, aggirando il regolamento: sciogliere consensualmente un contratto e liberare il cartellino di un giocatore che, in questo modo, ha l’opportunità di iniziare una nuova avventura altrove.

Questo è quanto avvenuto con Alessandro Maspero, faro del centrocampo sestese. Per lui, dopo una parte di stagione eccezionale in biancoceleste, condita da prestazioni maiuscole, gol, assist e tanta sostanza al servizio della squadra, si sono aperte le porte della serie C, la Sambenedettese ne ha acquisito il cartellino. Come ha fatto la Pro a liberarsi di un pezzo da 90 a campionato in corso? Questa è la domanda che si pongono i tifosi delusi sulle pagine social della società, ma al momento non c’è stata alcuna risposta in merito da parte dei dirigenti societari.

Ora il segnale è inequivocabile, soprattutto dopo questa rescissione e viste le ultime prestazioni con relative sconfitte, il campionato appare chiuso con otto giornate di anticipo.

Domenica 15 marzo alle 14.30 la Pro ospita il Desenzano, seconda in classifica, che insieme al Lentigione prima e Pistoiese terza, è in lizza per lasciare la serie D e sognare il professionismo della serie C.

Redazione "La Città"

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