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Milano-Meda a pagamento, quanto costerà alle tasche e all’ambiente

L’introduzione del pedaggio su un tratto della Milano-Meda riporta al centro del dibattito il tema della mobilità nel Nord Milano. L’arteria che collega l’area metropolitana alla Brianza e al Comasco è da decenni una delle principali vie di scorrimento per lavoratori, imprese e studenti. Una strada gratuita, utilizzata ogni giorno da migliaia di automobilisti, che ora – con l’integrazione nel sistema di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. – sarà in parte trasformata in tratta a pagamento.

Il segmento interessato è quello che da Bovisio Masciago procede in direzione Como. Oggi gratuito, diventerà soggetto a pedaggio. Una novità che, al di là degli aspetti infrastrutturali, ha ricadute economiche e sociali dirette sui cittadini dei comuni limitrofi.

Secondo le stime diffuse dal Partito Democratico di Cormano, il costo giornaliero per chi percorre quotidianamente quel tratto potrebbe aggirarsi tra i 4 e i 6 euro. Tradotto su base mensile, ipotizzando 22 giorni lavorativi, significa una spesa aggiuntiva compresa tra gli 80 e i 120 euro al mese per ogni automobile. Un aggravio non marginale per famiglie e lavoratori che già sostengono costi significativi per carburante, manutenzione e assicurazione.

Ma l’impatto non sarebbe soltanto economico. Il secondo elemento evidenziato riguarda le possibili conseguenze sulla viabilità locale. Ogni strada a pagamento, spiegano i dem, induce una quota di automobilisti a cercare percorsi alternativi per evitare il pedaggio. Se anche solo il 25 per cento dei viaggiatori scegliesse strade gratuite come la Comasina o la Valassina, l’effetto potrebbe tradursi in un aumento sensibile del traffico sulle arterie comunali e provinciali, con punte fino al 30 per cento in più nelle ore di punta.

Per Cormano e Paderno Dugnano, ad esempio, significherebbe più code, tempi di percorrenza più lunghi e un peggioramento della qualità della vita quotidiana per chi vive o lavora in città. Non solo. L’incremento del traffico urbano comporterebbe un aumento delle emissioni e degli inquinanti, con effetti diretti sulla qualità dell’aria e sulla salute dei residenti, soprattutto nei quartieri attraversati dai flussi veicolari.

Nel comunicato, il Partito Democratico di Cormano sottolinea come la decisione assunta da Regione Lombardia non sia neutra, ma incida concretamente sulle tasche e sull’organizzazione della vita di migliaia di persone. Per questo, il PD invita a guardare ai numeri e a valutare con attenzione l’impatto reale della misura, chiedendo un confronto istituzionale che tenga conto delle esigenze dei pendolari e dei territori coinvolti.

Redazione "La Città"

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