
Un ospedale in più a Sesto. Che ne sarà di quello vecchio?
Una delle ultime novità del “progetto monstre” della Città della Ricerca e della Salute è l’annuncio da parte di Attilio Fontana della creazione di un nuovo ospedale generalista da 180 milioni di euro a supporto del maxi polo sanitario. La notizia, resa nota dallo stesso Fontana nel corso del collegio Vigilanza tenutosi il 14 gennaio scorso, non rappresenta in realtà una novità assoluta.
Nella delibera di giunta del 4 agosto 2025 si fa già riferimento alla realizzazione di un presidio ospedaliero generalista finanziato con «risorse da deperire derivabili da smobilizzo» in 4 tranche annuali da 45 milioni di euro l’una dal 2026 al 2029.
Una notizia che sta provocando reazioni e dibattito nel mondo politico lombardo e qualche perplessità per la tenuta della sanità territoriale a fronte di questo nuovo importante investimento. Visto che a Sesto esiste già un ospedale generalista pubblico, che insieme con il Bassini di Cinisello Balsamo dispone di 446 posti letto, per un bacino di utenza di 300mila abitanti.
Un ospedale in più, secondo molti osservatori, non guasterebbe ma, leggendo il bilancio 2026 appena pubblicato da ASST, mancherebbe personale medico e paramedico ed anche le risorse per assumerlo. In queste condizioni l’incognita sul destino del vecchio nosocomio è un’ombra che si aggira in città.
Si dice sorpreso Carlo Borghetti, consigliere regionale del PD in quanto il progetto del nuovo ospedale non è stato discusso in commissione sanità. In ogni caso, Borghetti afferma che fin dalle fasi iniziali del progetto della Città della Salute e della Ricerca si è ipotizzato di unire i due IRCCS a un ospedale di carattere generalista, adatto per gestire eventuali emergenze. Borghetti chiederà all’assessore al Welfare Guido Bertolaso un’interrogazione consiliare in merito allo studio di fattibilità e, soprattutto, per capire cosa succederà con il Vecchio Ospedale di Sesto.
“La realizzazione del nuovo ospedale generalista rappresenta un’idea giusta, sebbene lo studio di fattibilità imminente deve dar conto di cosa fare del vecchio Ospedale”. Preoccupazione è stata espressa da Felice Cagliani, consigliere comunale sestese del PD, secondo cui visto che nulla è stato ancora deciso, occorre che lo studio di fattibilità imminente tenga in considerazione non soltanto la realizzazione del nuovo ospedale generalista, ma anche cosa ne sarà del vecchio Ospedale.
In ogni caso, come sostenuto da Borghetti e puntualizzato dal consigliere regionale Onorio Rosati, la creazione del nuovo ospedale generalista non avrebbe nulla a che fare con il continuo rinvio della fine dei lavori della Città della Ricerca e della Salute, come dichiarato dalla sua interrogazione consigliare immediata.

