Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Il poliziotto arrestato a Rogoredo e il boomerang di Salvini (e Ghilardi)

Una svista clamorosa quella dei leghisti che hanno difeso immediatamente il poliziotto che il 6 gennaio scorso uccise il 28enne marocchino Abderrahim Mansouri  nel boschetto di Rogoredo. Quell’agente, Carmelo Cinturrino, assistente capo, è stato arrestato oggi ed è accusato dell’omicidio volontario del giovane spacciatore.

Nei momenti immediatamente successivi ai fatti era stato il ministro Matteo Salvini ad affermare subito di essere dalla parte del poliziotto, sempre e comunque. Una posizione che accompagnava, in quei giorni, il dibattito sul pacchetto sicurezza avanzato dal governo e sull’introduzione dello scudo penale per l’operato delle forze dell’ordine.

L’omicidio di Rogoredo capitava quindi a proposito, e veniva utilizzato dalla destra, Lega in testa, come caso perfetto. Alle parole del leader del carroccio sono seguite quelle di altri esponenti leghisti, come quelle dell’immancabile eurodeputata Silvia Sardone ed anche, con toni meno forti, del sindaco di Cinisello Balsamo.

Nell’immediatezza dei fatti Giacomo Ghilardi dichiarava: “Un poliziotto si è trovato davanti a una pistola puntata contro. In quelle frazioni di secondo non c’è ideologia, non c’è politica: c’è la responsabilità di proteggere la propria vita e quella degli altri. Chi indossa una divisa opera ogni giorno in condizioni di rischio, applicando la legge e assumendosi decisioni che nessuno vorrebbe mai dover prendere. La giustizia farà il suo corso, come è giusto che sia. Ma oggi è doveroso ribadire una cosa con chiarezza: uno Stato credibile difende chi lo serve e tutela le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che garantiscono la sicurezza di tutti noi”.

Parole che oggi, alla luce dei fatti e dell’arresto di quel poliziotto che la Lega pretendeva fosse difeso dallo stato, sembrano più che mai fuori luogo. Ma Ghilardi per il momento non parla. A ricordargli di questa svista è il segretario locale di AVS, Gaetano Petronio che scrive: “Dannosi, sono poi i commenti di quei politici che, senza neanche sapere con precisione i fatti, hanno gridato ai quattro venti che loro sono dalla parte dei poliziotti senza se e senza ma. Questa modalità, portata avanti da Salvini, Sardone e anche dallo stesso Sindaco di Cinisello Balsamo, denota l’incapacità di valutare i fatti e valorizzare la stessa categoria che vorrebbero difendere. Dove sono le scuse pubbliche di Salvini, Sardone e Ghilardi?”

Redazione "La Città"

Articolo precedente

La ferocia fascista in Jugoslavia e la tragedia delle foibe

Articolo successivo

Arte al Pax, teatro e cinema accompagnati dai dipinti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *