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Videosorveglianza alle Cinque Torri di Sant’Eusebio, no della destra

La maggioranza di destra ha respinto l’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico con cui si chiedeva a sindaco e giunta di attuare la videosorveglianza negli spazi comuni delle case popolari, a partire dalle “Cinque Torri” di via del Carroccio e dagli altri edifici del quartiere Sant’Eusebio.

La proposta, spiegano i dem, nasce da un percorso di ascolto durato mesi. La consigliera comunale Mariarita Morabito, insieme con il segretario cittadino Andrea Catania e al consigliere regionale Simone Negri, ha effettuato sopralluoghi negli stabili raccogliendo segnalazioni e testimonianze dei residenti. Nei caseggiati sarebbero state riscontrate situazioni definite “gravissime”: rifiuti ingombranti accumulati nei locali pattumiera, infestazioni, infiltrazioni negli appartamenti, cortili aperti e insicuri, auto abbandonate anche prive di targa e assenza di un presidio stabile.

Secondo il Partito Democratico, il quadro attuale contrasterebbe con gli impegni assunti dall’amministrazione nel 2020, quando il sindaco firmò un protocollo istituzionale che prevedeva interventi concreti per la sicurezza urbana, tra cui proprio l’installazione di telecamere negli spazi comuni degli stabili ALER per monitorare l’abbandono dei rifiuti e altre situazioni non conformi alle regole.

Sul tema i consiglieri dem hanno presentato diverse interrogazioni in consiglio comunale per conoscere lo stato di attuazione del protocollo, la frequenza dei controlli sui veicoli abbandonati, il numero di rimozioni effettuate negli ultimi anni e le azioni intraprese dal Comune. Parallelamente, anche a livello regionale, Simone Negri ha sollecitato ALER e Regione Lombardia per chiarire responsabilità, tempi e risorse destinate alla manutenzione e alla sicurezza degli edifici.

Dalle risposte ricevute, sostengono i dem, emergerebbe un quadro di inerzia: ricognizioni senza cadenza definita, poche rimozioni e nessun cronoprogramma certo per la videosorveglianza. Da qui la decisione di presentare un ordine del giorno per chiedere tempi chiari, atti trasparenti e il rispetto degli accordi sottoscritti.

La maggioranza ha però votato contro, senza fornire – secondo il PD – motivazioni politiche o tecniche puntuali.

“Chiedevamo solo il rispetto degli impegni presi e tempi certi”, ha dichiarato Morabito, parlando di famiglie lasciate sole di fronte al degrado. Sulla stessa linea la consigliera Sara Scebba, che definisce il voto “politicamente gravissimo” e parla di una contraddizione tra la narrazione sulla sicurezza e le scelte in aula.

Il Partito Democratico annuncia che continuerà a monitorare la situazione degli stabili ALER di Sant’Eusebio e a sollecitare interventi concreti, affinché – sottolineano – tutti i quartieri della città abbiano pari attenzione e dignità sul fronte della sicurezza e della qualità della vita.

Redazione "La Città"

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