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Sentenza storica contro Casapound. “E’ fascista, ora si sciolga”

Dodici condanne per riorganizzazione del partito fascista nei confronti di militanti di CasaPound a Bari. Una sentenza che riapre con forza il dibattito sull’applicazione delle leggi antifasciste e che viene accolta con soddisfazione dall’ANPI ed anche dell’ANPI Milano, da tempo impegnata a denunciare la presenza e le attività dell’estrema destra neofascista sul territorio.

Per l’associazione dei partigiani milanesi si tratta di un passaggio giudiziario di grande rilievo, che conferma quanto sostenuto negli anni: CasaPound non sarebbe soltanto un soggetto politico radicale, ma una vera e propria organizzazione che richiama e riproduce forme, simboli e finalità del disciolto partito fascista. Le condanne, secondo ANPI, certificano sul piano giuridico ciò che sul piano politico e culturale è stato più volte segnalato.

«È una decisione importante, che riconosce la natura neofascista di CasaPound e la sua incompatibilità con l’ordinamento democratico nato dalla Resistenza», è il senso della valutazione espressa dall’ANPI milanese. Da qui la richiesta netta: procedere allo scioglimento dell’organizzazione, come avvenne in passato per Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, sciolte proprio in applicazione delle norme costituzionali e della legge Scelba.

Per l’associazione partigiana non si tratta di una rivendicazione simbolica, ma di una questione di coerenza istituzionale. La Costituzione vieta esplicitamente la riorganizzazione del partito fascista e, alla luce delle condanne, lo Stato non potrebbe più limitarsi a interventi episodici o a singole azioni giudiziarie. La sentenza, sottolinea ANPI, dovrebbe rappresentare il punto di partenza per un atto politico e amministrativo conseguente.

A Milano il tema assume un significato particolare. Il capoluogo lombardo è città medaglia d’oro della Resistenza e negli anni è stato teatro sia di iniziative antifasciste sia di episodi di presenza organizzata dell’estrema destra. Per ANPI, la pronuncia dei giudici rafforza il lavoro di memoria e vigilanza democratica che l’associazione porta avanti nelle scuole, nei quartieri e nel dibattito pubblico.

Resta ora da capire quali saranno le mosse del Governo e del Ministero dell’Interno. La soddisfazione espressa da ANPI si accompagna alla richiesta di un segnale chiaro, che trasformi l’esito giudiziario in un atto concreto di tutela della democrazia. «Non si tratta di colpire le opinioni, ma di applicare la legge e difendere i valori costituzionali», è il messaggio che arriva dall’associazione.

La partita, dunque, non è chiusa. Le dodici condanne segnano un precedente pesante, ma per ANPI il passo decisivo resta lo scioglimento di CasaPound, affinché la Repubblica dimostri fino in fondo di saper reagire a ogni tentativo di ritorno del fascismo, anche quando assume forme nuove e linguaggi apparentemente moderni.

Redazione "La Città"

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