Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

La ruspa del sindaco sull’edificio di via Matteotti. “Linea dura contro le occupazioni”

A Cinisello Balsamo ruspe in azione in via Matteotti 72, dove nei giorni scorsi è stato demolito un immobile da tempo al centro di segnalazioni e interventi delle forze dell’ordine. A darne notizia è stato il sindaco Giacomo Ghilardi, che in un post ha parlato di una scelta necessaria «davanti al degrado e al pericolo».

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, l’edificio versava in condizioni strutturali critiche ed era diventato negli ultimi anni rifugio per occupazioni abusive e attività illegali. Le forze dell’ordine sarebbero intervenute più volte per episodi legati a invasioni, spaccio e gestione illecita di rifiuti, accertando situazioni di rischio per i residenti della zona.

L’area, nonostante alcuni tentativi di messa in sicurezza, continuava a essere oggetto di intrusioni e veniva utilizzata come discarica abusiva, con conseguenze anche sul piano igienico-sanitario. Da qui la decisione di procedere con l’abbattimento.

“La scelta è chiara: davanti al degrado e al pericolo non si resta fermi”, ha scritto il sindaco, rivendicando l’impegno dell’amministrazione nel “garantire sicurezza, tutelare il decoro urbano e proteggere la salute dei cittadini”.

Un intervento che punta a dare una risposta immediata a un problema annoso, ma che solleva anche interrogativi sulla strategia di lungo periodo. La demolizione cancella un simbolo di abbandono, tuttavia non affronta direttamente le cause che negli anni hanno favorito occupazioni e traffici illeciti. Resta da capire quale sarà la destinazione futura dell’area e quali strumenti l’amministrazione intenda mettere in campo per evitare che altri immobili dismessi seguano lo stesso percorso.

Il tema, infatti, non riguarda solo un singolo stabile ma una più ampia questione di rigenerazione urbana e presidio del territorio. Senza un progetto chiaro di recupero o riutilizzo degli spazi, il rischio è che l’abbattimento rappresenti una soluzione emergenziale più che strutturale.

Intanto i residenti attendono di vedere quali saranno i prossimi passi. La sicurezza invocata dall’amministrazione passa anche dalla capacità di restituire alla città spazi vivi e controllati, non semplicemente svuotati.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

“La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia”

Articolo successivo

Sentenza storica contro Casapound. “E’ fascista, ora si sciolga”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *