
Heineken rivede i piani occupazionali a livello globale
A Sesto San Giovanni si trova l’headquarter italiano di Heineken, il colosso olandese della birra che nelle ultime ore ha annunciato un piano di riorganizzazione destinato ad avere un impatto significativo sull’occupazione nei prossimi due anni. Alla base della decisione, il calo delle vendite e un contesto di mercato definito dall’azienda come sempre più complesso.
Il gruppo ha comunicato l’intenzione di ridurre tra i 5.000 e i 6.000 posti di lavoro a livello globale, nell’ambito di una strategia volta ad “accelerare la produttività su larga scala” e a ottenere risparmi strutturali. Una scelta che apre interrogativi anche sul futuro delle attività italiane, dove Heineken è presente con quattro stabilimenti produttivi nei quali nascono marchi storici e molto diffusi come Moretti, Ichnusa, Dreher e Messina. Uno di questi impianti si trova a Comun Nuovo.
“Restiamo prudenti nelle nostre previsioni a breve termine sulle condizioni del mercato della birra”, ha spiegato in una nota l’amministratore delegato Dolf van den Brink. Parole che arrivano in una fase delicata per il gruppo. Solo il mese scorso, infatti, van den Brink ha sorpreso l’azienda annunciando l’intenzione di lasciare l’incarico dopo quasi sei anni alla guida, mentre a gennaio aveva ammesso di aver condotto Heineken “attraverso un periodo di forti turbolenze economiche e politiche”.
Per il territorio della Città metropolitana, e in particolare per Sesto San Giovanni che ospita la sede italiana, l’annuncio rappresenta un segnale da osservare con attenzione. Heineken è da anni una presenza rilevante dal punto di vista industriale e occupazionale, e le scelte strategiche del gruppo internazionale rischiano di avere ricadute anche sul sistema produttivo locale.
Il piano di riorganizzazione si inserisce in una fase di trasformazione più ampia del settore birrario, alle prese con il rallentamento dei consumi e con l’aumento dei costi. Nei prossimi mesi sarà più chiaro se e in che misura le decisioni annunciate a livello globale si tradurranno in effetti concreti anche per le sedi e gli stabilimenti italiani.

