
Vance ha bloccato Sesto con 48 auto di scorta, per il sindaco “normali procedure”
Sesto San Giovanni è finita per un giorno al centro del mondo, ma il prezzo pagato dai cittadini non è passato inosservato. In occasione dell’avvio delle Olimpiadi, la città ha ospitato tre giorni fa a Villa Campari la visita del vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, accolta con grande enfasi dal sindaco Roberto Di Stefano, che ha parlato di “orgoglio” e di una scelta che confermerebbe il ruolo internazionale del territorio.
Una visita certamente di alto profilo, accompagnata però da misure di sicurezza imponenti. Il corteo del vicepresidente era composto da ben 48 auto di scorta. Un dispiegamento che, al di là delle formule istituzionali, ha avuto un impatto molto concreto sulla quotidianità sestese. Per diverse ore mezza città è rimasta bloccata, con strade chiuse, deviazioni improvvise e disagi per residenti, lavoratori e commercianti.
Nel comunicato diffuso dall’amministrazione comunale, le limitazioni vengono liquidate come “normali procedure legate alle Olimpiadi”. Una definizione che rischia però di apparire riduttiva agli occhi di chi si è trovato imbottigliato nel traffico o impossibilitato a raggiungere casa e lavoro senza preavvisi chiari. La macchina della sicurezza, inevitabile per eventi di questo livello, sembra aver avuto la meglio su ogni altra considerazione, compresa quella dell’impatto sul tessuto urbano.
Resta il dato politico e simbolico sottolineato dal sindaco. Sesto scelta come luogo di incontro e dialogo internazionale, una città che da ex capitale industriale ambisce a una nuova centralità. Ma l’orgoglio istituzionale, per risultare credibile, dovrebbe forse accompagnarsi a una maggiore attenzione verso chi la città la vive ogni giorno.
La visita del vicepresidente americano passa, le Olimpiadi proseguono, mentre a Sesto restano le immagini di un evento eccezionale e il ricordo di una giornata complicata. Tra prestigio internazionale e disagi locali, la domanda resta aperta su quale equilibrio sia davvero possibile, e soprattutto su chi ne debba pagare il conto.

