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Sesto celebra il Giorno del Ricordo con due docufilm a Villa Mylius

di Lorenzo Tosi

Sesto San Giovanni non dimentica. In occasione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo, a Villa Mylius è stata organizzata, dalle 10:30 alle 18:30, la proiezione dei docufilm sull’Esodo giuliano dalmata e sulla tragica storia di Norma Cossetto, diventata simbolo di questa oscura pagina della storia italiana.

Il primo cortometraggio, intitolato “Il dramma dell’esodo giuliano-dalmata fra storia e memoria” consiste in una video-lezione realizzata dalla dottoressa Petra Di Laghi. La storica ha ricostruito i punti salienti dell’esodo giuliano-dalmata, focalizzandosi in particolare sulla complessa vicenda del confine orientale e sugli avvenimenti storici che hanno portato all’epurazione “preventiva” di tutti gli elementi fascisti e all’uccisione degli oppositori (o presunti tali) del regime di stampo comunista del generale Tito. Il docufilm tratta il tema delle foibe e delle uccisioni barbariche di massa di quegli anni, sottolineando il clima di terrore psicologico affermatosi in quei territori.

Il secondo docufilm, “Norma Cossetto, una storia italiana”, ricostruisce la storia di Norma Cossetto, una studentessa italiana dell’Università di Padova di un villaggio nel comune di Visignano (oggi comune della Croazia). Il padre, Giuseppe Cossetto, era un dirigente locale del PNF (Partito Nazionale Fascista) e fu podestà di Visinada. Dopo l’8 settembre 1943 venne trasferito presso il Comando della Milizia di Trieste. In seguito all’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, Norma fu invitata a entrare nel movimento partigiano. A causa del suo netto rifiuto venne arrestata e, dopo essere stata separata dagli altri prigionieri, venne seviziata e stuprata da 17 partigiani comunisti.

La notte tra il 4 e 5 ottobre 1943 venne gettata ancora viva insieme agli altri prigionieri in una foiba nei pressi di Villa Surani. Tra le numerose onorificenze che le vennero riconosciute, Norma Cossetto è stata insignita della Medaglia d’oro al merito civile il 9 dicembre 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. La motivazione: «Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio».

Redazione "La Città"

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