Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Giorno del Ricordo, “Tragedia conseguenza delle ideologia razziste”

Si celebra oggi 10 febbraio Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Cerimonie in ogni comune ed anche a Cinisello Balsamo dove le vittime delle foibe saranno ricordate nel giardino a loro dedicato dalla giunta di destra solo qualche anno fa e dedicato a Norma Cossetto. Per onorare questa ricorrenza il sindaco Giacomo Ghilardi si è recato ieri a Trieste, ospite dell’Unione degli Istriani, associazione con cui è in corso una collaborazione culturale in città.

Gli italiani uccisi in quei fatti, scaturiti dalla recrudescenza della rappresaglia jugoslava nel primissimo  dopoguerra, furono più di cinquemila, mentre gli esuli della Venezia Giulia e della Dalmazia, trecentocinquantamila.

“Una pagina bruciante della storia contemporanea che ha rischiato la rimozione, poiché a lungo e colpevolmente ignorata, taciuta o misconosciuta dalla storiografia e dall’opinione pubblica”, fa sapere la giunta di destra. Mentre il sindaco chiede di preservare la memoria senza strumentalizzazioni.

Eppure è il tono apertamente vittimista della destra a porgere il fianco, da anni, alle polemiche politiche.  Secondo la locale sezione di ANPI  quella di oggi è una celebrazione intorno alla quale negli anni si è sviluppata un’opera di propaganda che, invece di considerare la ”più complessa vicenda del confine orientale”, ha svolto un’azione di semplificazione in molti casi fondata su dati storici ingigantiti e talvolta falsi.

“La storia di quel periodo, che ha visto il susseguirsi di eventi drammatici che hanno coinvolto tutte le genti di quelle terre, abitate come tutti i territori di confine da diverse etnie, viene nella narrazione corrente presentata come avulsa dal contesto e soprattutto da quanto accaduto nel corso del ventennio fascista e dell’occupazione nazifascista della Jugoslavia, attraverso una politica di italianizzazione forzata della popolazione slava, processi, condanne, fucilazioni, deportazioni degli oppositori o anche di semplici abitanti”, scrive ANPI in una nota.

“Riguardo alle vicende che hanno coinvolto gli italiani, alla brutalità di cui alcuni sono stati vittime e alle sofferenze di chi ha lasciato i luoghi d’origine, possiamo riferirci alle parole di Carlo Azeglio Ciampi del 2005, allora Presidente della Repubblica: “Tanta efferatezza fu la tragica conseguenza delle ideologie nazionalistiche e razziste propagate dai regimi dittatoriali responsabili del secondo conflitto mondiale e dei drammi che ne seguirono”, conclude l’associazione dei Partigiani.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Il comico Pucci e il sindaco di Cinisello. L’agenda impazzita della politica

Articolo successivo

“Cinisello senza visione, bilancio stanco e tasse ai massimi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *