
Casa di Comunità carente, “a Cinisello serve una seconda sede”
La Casa di Comunità di via Terenghi torna al centro del dibattito politico a Cinisello Balsamo. Nella seduta del Consiglio comunale del 12 febbraio arriverà infatti in aula un ordine del giorno del Partito Democratico che chiede di completare i servizi mancanti nella struttura e di avviare un percorso per una seconda sede nei quartieri di Sant’Eusebio o Crocetta.
Il tema è quello, ormai ricorrente, del rafforzamento della sanità territoriale, uno dei pilastri delle riforme avviate dopo la pandemia e finanziate attraverso il PNRR. Le Case di Comunità dovrebbero rappresentare il perno di una rete di assistenza di prossimità, capace di integrare servizi sanitari, sociosanitari e sociali, con un’attenzione particolare agli anziani, alle persone fragili e a chi convive con patologie croniche.
Secondo i dem, però, a Cinisello questo modello è ancora lontano dall’essere pienamente realizzato. La Casa di Comunità di via Terenghi, inaugurata come hub principale per il territorio, risulterebbe operativa solo all’85 per cento rispetto a quanto previsto dalla normativa regionale. A mancare sarebbero servizi tutt’altro che marginali, come gli ambulatori infermieristici, la neuropsichiatria infantile, il servizio odontoiatrico e uno spazio dedicato alle malattie rare.
A sottolinearlo è la vicecapogruppo dem Sara Scebba, che parla di un dato oggettivo e documentato. Una situazione che, secondo il PD, rischia di depotenziare una struttura nata proprio per ridurre le distanze tra cittadini e sistema sanitario, soprattutto in una fase in cui la conclusione dei finanziamenti PNRR è fissata per giugno 2026.
Un altro nodo critico riguarda l’integrazione sociosanitaria, indicata come uno dei punti qualificanti delle Case di Comunità ma, nei fatti, ancora debole. La consigliera comunale Paola Gobbi evidenzia come, ad oggi, non risulti una reale compresenza nella sede di via Terenghi degli assistenti sociali comunali insieme agli operatori di ASST Nord Milano e di IPIS. Né emergerebbe una condivisione strutturata di strumenti di lavoro e documentazione sui casi presi in carico. Una frammentazione che, secondo il PD, penalizza soprattutto le persone più fragili, che avrebbero bisogno di risposte coordinate e continuative.
Da qui le richieste contenute nell’ordine del giorno collegato al Bilancio e al Documento Unico di Programmazione. La prima è quella di garantire la piena operatività della Casa di Comunità di via Terenghi, completando i servizi previsti. La seconda riguarda il rafforzamento dell’integrazione tra Comune, servizi sanitari e sociosanitari, anche attraverso una maggiore presenza fisica degli operatori nella stessa sede.
Infine, la proposta più politica: avviare un percorso per la realizzazione di una seconda Casa di Comunità “spoke” nei quartieri di Sant’Eusebio o Crocetta, così da affiancare l’hub principale e garantire una copertura più capillare del territorio.
L’impegno chiamerebbe in causa direttamente il sindaco, indicato dal PD come responsabile della salute pubblica a livello locale e principale interlocutore di Regione e ASST. Resta da capire se e come la maggioranza raccoglierà le sollecitazioni dell’opposizione, in un contesto in cui il tema della sanità di prossimità continua a essere evocato come priorità, ma fatica a tradursi in servizi pienamente funzionanti sul territorio di Cinisello Balsamo.

