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Piazza Fallaci alla Crocetta, una decisione che ignora il contesto

di Jurij Bardini

La passione dell’amministrazione comunale per le intitolazioni è cosa talmente nota da destare ormai scarso interesse. Eppure, spicca per la sua completa impresentabilità una nuova iniziativa: la dedica della piazza sopraelevata del quartiere Crocetta a Oriana Fallaci. 

Risulta difficile comprendere se si tratti di un messaggio volutamente intollerante o se siamo di fronte a una decisione presa ignorando ingenuamente un contesto socioculturale ben definito. 

Un’opera edilizia imponente e positiva come la sopraelevata sulla A4, letteralmente un ponte che unisce un pezzo di città debole e abbandonato al resto del tessuto urbano, non viene intitolata a una personalità che ha saputo unire i popoli. Ma si sceglie di dedicarla a chi ha generato cultura islamofobica e aggressiva, e questa dedica si mette in atto proprio alle porte di un quartiere ad alta presenza di persone musulmane. 

Come a dire: questo il nostro confine, questa la nostra identità. Di là, il vostro ghetto. L’ennesima operazione ideologica di una destra che non ha ancora capito che la sicurezza si fa con l’integrazione e non con l’odio.

Oppure forse ha capito molto bene la ricetta del successo contemporaneo: basta mettere da parte la propria etica e rinunciare alle proprie potenzialità di sviluppo umano, e cominciare a seguire la corrente di chi semina odio – segui l’algoritmo, i voti arriveranno.

Redazione "La Città"

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